
MA NON SONO CONCESSIONARI AUTORIZZATI
Non ci sta proprio Mario Silva, nome legato ad una delle più grosse e prestigiose realtà padovane nel segmento dell’auto, nonché presidente per Ascom Confcommercio Padova dei concessionari di auto, a veder tirato in ballo l’onore della categoria impropriamente coinvolta in un affaire di truffe ed evasione proprio in questi giorni grazie al lavoro della Guardia di Finanza di Padova.
Non ci sta più che altro perché una questione semantica può trasformarsi in qualcosa di molto più serio e grave, il vero e proprio fraintendimento del lavoro e della serietà professionale guadagnata con una carriera di tutto rispetto, che realtà come quelle coinvolte nei giorni scorsi a Padova nella compravendita di auto di lusso con collegato di evasione fiscale rischiano di mandare in fumo grazie anche, se vogliamo, ad un difetto di comunicazione.
“Si dà il caso infatti che concessionari e commercianti di auto siano due realtà diametralmente diverse – vuole precisare Silva – e che il concessionario debba rispettare un mandato da parte delle case madri che sottostà a norme europee in campo fiscale e di comportamento molto stringenti e ferree, di cui l’ultima guarda caso fu emanata proprio nel 2003 da un commissario europeo che faceva di nome Mario Monti”.
“Le case madri inoltre – continua Silva – hanno la facoltà di revoca del mandato in caso di inadempienze. Ecco perché questi, che sono semplici intermediari e che, tra l’altro, potrebbero vendere solamente l’usato, in questo caso utilizzando strumenti scorretti di distrazione non fanno altro che porre in atto una pratica di concorrenza sleale alle concessionarie ufficiali”.
PADOVA 12 giugno 2012
