Giotto come non l’avete mai sentito raccontare, percorrendo ad uno ad uno tutti i riquadri “a fresco” della Cappella degli Scrovegni, riprodotti ad alta definizione ed ingranditi a tal punto che si può immaginare di trovarsi sui ponteggi a suo tempo installati in occasione dell’ultimo restauro.
Dimentichiamo i sacri testi, dall’Argan a millemila altri, le disamine sulle costruzioni volumetriche dei corpi, le teorie filosofiche e gli algoritmi concettuali: Roberto Filippetti, che da oltre vent’anni gira l’Italia e il mondo per raccontare il ciclo di affreschi della Cappella Scrovegni, ha un approccio decisamente familiare e coinvolgente con Giotto e i suoi dipinti, e lo ha dimostrato ad un affascinato pubblico raccolto in Ascom l’altra sera per assistere ad una delle sue famose conferenze.
Grazie all’interessamento di Francesco Canton, presidente del Sindacato Macellai dell’Ascom, il professor Filippetti infatti ha avuto nuovamente l’occasione di stregare con una esposizione coinvolgente, alla scoperta dei simboli ovunque disseminati da Giotto e che per i contemporanei non avevano segreti ma che per noi contemporanei non addetti ai lavori richiedono necessariamente la mediazione di un esperto di iconologia cristiana qual è appunto Roberto Filippetti.
Accolti dall’immagine della splendida volta stellata dipinta di lapislazzulo, ecco che prendono via via significato ed emergono, raccontati con semplicità e arguzia, particolari impossibili da cogliere e apprezzare se non visualizzati e spiegati, come i riferimenti numerologici disseminati in tutto il percorso pittorico, i dettagli minuti e anche divertenti, dai cammelli dagli occhi azzurri che ridono, alle ghiande di un leccio dipinte accuratamente ad una ad una.
Grazie alle immagini ad altissima definizione, in grado di rendere dettagli impensabili e affascinanti, ecco che il mondo di Giotto prende vita e ci prende per mano. Un patrimonio che la nostra città deve conoscere per essere in grado di valorizzare al meglio, per renderlo anche volano di un percorso economico di prestigio che se ben conosciuto e apprezzato diventa occasione per incrementare i flussi turistici e commerciali della città.
PADOVA 28 GIUGNO 2012
