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CRISI SIRIANA E PREZZI DEI CARBURANTI

PADOAN (PRESIDENTE BENZINAI ASCOM CONFCOMMERCIO PADOVA): “NON SIAMO NOI I RESPOINSABILI DEGLI AUMENTI. SIAMO INVECE LE VITTIME AL PARI DEGLI AUTOMOBILISTI”. E METTE IN CHIARO I DATI: 104 CENTESIMI DI TASSE OGNI LITRO DI BENZINA E MENO DI 4 CENTESIMI DI MARGINE
Che la crisi siriana sia più una scusa che un fatto oggettivo per l’aumento dei prezzi dei carburanti lo reputano in tanti anche se il risultato non cambia: sulla graticola, ogni volta che il prezzo dei carburanti alla pompa sale, ecco che il capro espiatorio diventano i benzinai.
“In verità – commenta Paolo Padoan, presidente dei gestori di impianti carburante dell’Ascom Confcommercio di Padova – noi non c’entriamo proprio nulla e siamo vittime, al pari degli automobilisti, degli aumenti che vengono decisi dalla compagnie”.
Hanno fatto sensazione, nei giorni scorsi, certi picchi dei prezzi che, per fortuna, non hanno interessato l’area padovana. ''L’impressione – continua Padoan – è che anche in questa occasione, dal momento che i carburanti “fanno notizia”, i media abbiano un po’ forzato la mano trasformando eccezionali punte massime in normalità. Invece la media dei prezzi in Italia, secondo la rilevazione del Ministero per lo Sviluppo Economico riferita al 2 settembre, è pari a 1,78 euro/litro per la benzina e a 1,67 per il gasolio”.
Ma a Padoan interessa mettere in risalto quanto i gestori siano sostanzialmente “ostaggi” di un sistema che li relega all’ultimo anello della catena e senza possibilità alcuna di decisione. "Purtroppo – prosegue il presidente dei gestori dell’Ascom Confcommercio di Padova – siamo anche vittime di svarioni contenuti in talune notizie che non vorremmo fossero diffuse ad arte per scaricare su noi responsabilità che sono di altri: dal calcolo al ribasso delle imposte che gravano sui carburanti (che valgono ben 104 centesimi per la benzina e di 91 per il gasolio), agli impropri confronti con il prezzo di altri Paesi europei dove la tassazione sui carburanti è inferiore in alcuni casi anche del 45% a quella italiana, che è comunque superiore del 30 % a quella media dell'Unione Europea."

"Non sono certo i gestori – puntualizza Padoan - ad avere responsabilità in questa situazione (che peraltro riscontrano difficoltà persino a poter pubblicare i prezzi sul sito ministeriale, come loro imposto da una norma inutile e beffarda per i consumatori), gestori che hanno un margine fisso (meno di 4 centesimi per litro) che non dipende mai dal prezzo finale, che sono costretti a lavorare a prezzi non competitivi imposti dalle compagnie petrolifere e che sono colpiti dal caro carburante, come gli automobilisti, che incide sulla loro esposizione finanziaria e sull'indebitamento per l'acquisto del prodotto al punto da mettere in crisi definitivamente le loro imprese".
E Padoan così conclude:“Gli automobilisti non ci guardino in cagnesco: ad ogni aumento di prezzo a rimetterci siamo in due. Loro e noi”.

 

Padova 5 settembre 2013