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TARES SCONTATA: L' ESEMPIO DI MILANO

TARES SCONTATA A NEGOZI E ALBERGHI MILANESI.
BARBIERATO (ASCOM CONFCOMMERCIO PADOVA): “PERCHE’ NON FANNO ALTRETTANTO ANCHE I NOSTRI COMUNI?”
L’esempio è significativo perché non riguarda un piccolo comune, ma riguarda niente meno che Milano.
Nel capoluogo meneghino infatti, retto dal sindaco Pisapia, in consiglio comunale è stata raggiunta un’intesa fra maggioranza e opposizione per scontare la Tares (la nuova tassa sui rifiuti che comprende anche una quota di servizio) anche per le attività commerciali e turistiche.
“A Milano – spiega Federico Barbierato, direttore generale dell’Ascom Confcommercio di Padova - sono state nel complesso accolte le richieste formulate da Confcommercio che ha poi espresso apprezzamento per l’attività di ascolto e confronto da parte sia dell’Amministrazione comunale sia dei consiglieri di maggioranza e opposizione”. Ovvio il seguito del ragionamento di Barbierato: “Perché anche i nostri comuni non scelgono un’analoga via?”
“Indipendentemente dalle cifre che non sono rapportabili a realtà così diverse –continua il direttore generale dell’Ascom – va rilevato che a Milano saranno mitigati gli aumenti d’imposta per quelle categorie commerciali maggiormente penalizzate dagli incrementi previsti con la Tares: per la somministrazione e l’ortofrutta, per i fioristi, per gli alberghi senza ristorante”. Dalla metropoli lombarda giungono poi altri particolari: vi sarà un meccanismo di premialità con uno sconto del 25% sulla quota variabile del tributo per i mercati ambulanti milanesi che stanno già attuando la sperimentazione della raccolta rifiuti con compattatori e cassoni e sono state inoltre introdotte significative percentuali di abbattimento (fino al 50%) di quelle superfici tassabili per le attività che producono promiscuamente rifiuti ordinari e speciali. Vi è infine uno sconto sino al 20% della parte variabile della tariffa Tares per il conferimento di rifiuti speciali.

“Ciò che dimostra il voto del consiglio comunale milanese – sottolinea Barbierato – è che i municipi hanno la possibilità di venire incontro alle attività produttive ed il fatto che il voto non abbia prodotto divisioni politiche sta ad indicare che le difficoltà delle imprese di fronte alle tasse è un dato oggettivo, conosciuto da tutti”.
Se questi dunque sono i presupposti, perché non sperare che anche i nostri comuni possano muoversi su analoghi binari?
“Questo è il nostro auspicio – conclude il direttore dell’Ascom – per l’ottenimento del quale siamo pronti ad un confronto con tutte le 104 amministrazioni che insistono nel territorio padovano”.

 

PADOVA 9 SETTEMBRE 2013