Home

TASSA DI SOGGIORNO: E' IL MOMENTO DI RIDURLA

DAGLI ALBERGATORI ED AFFINI 4 MILIONI NELLE CASSE DEL COMUNE DI PADOVA.
L'ASCOM: "E’ IL MOMENTO DI RIDURRRE LA TASSA DI SOGGIORNO"
Quattro. Diconsi quattro milioni di euro che arrivano nelle casse del Comune di Padova da una sola categoria economica: quella degli albergatori ed affini, che vogliono sapere che fine fanno i loro soldi.
Curiosità legittima dal momento che, secondo una stima della stessa Ascom, tra Imu e Tasi che valgono la bellezza di oltre 2.300.000 € ed i circa 1.700.000 € di imposta di soggiorno, ce ne sarebbe di "polpa" per dare una mano al turismo.
Capiamoci: non che la tassa piaccia, per carità.
"Dalla sua istituzione - va giù diretta la presidente degli albergatori dell'Ascom, Monica Soranzo - siamo sempre stati acerrimi nemici dell'odioso balzello (tanto da presentare ricorso al Tar già nel 2011), balzello che formalmente ricade in capo al turista ma che, nei fatti, è a carico dell’albergatore, che deve assumersi tutti gli oneri di raccolta e gestione, senza sapere, poi, come tali risorse, che dovrebbero essere destinate a finanziare il turismo, vengano effettivamente impiegate".
Eppure la norma sembrerebbe chiara: “I Comuni possono istituire un’imposta di soggiorno a carico di coloro che alloggiano nelle strutture ricettive … Il relativo gettito è destinato a finanziare interventi in materia di turismo, ivi compresi quelli a sostegno delle strutture ricettive, nonché interventi di manutenzione, fruizione e recupero dei beni culturali e ambientali locali, nonché dei relativi servizi pubblici locali".
In altre parole: ciò che si introita con la tassa dovrebbe essere speso a favore del turismo, magari - chiedono gli albergatori - con uno sconto visto che l’imposta di soggiorno, dovuta fino ad un massimo di cinque pernottamenti consecutivi, è pari a 3 € negli hotel 4 stelle, a 2 € nei 3 stelle, a 1,50 € nei 2 stelle e negli agriturismo e ad 1€ negli alberghi a 1 stella, nei b&b, negli appartamenti turistici e negli affittacamere. Sono previste varie esenzioni (ad esempio per i minori di 16 anni, per i residenti a Padova, per i malati che devono effettuare terapie presso le strutture sanitarie della città, per i loro accompagnatori, per i portatori di handicap, per gli autisti di pullman turistici).
"C'era anche la disponibilità - mette in luce la presidente Soranzo - a valutare assieme i criteri di utilizzo della tassa: ora è il momento di agire".
Ad oggi ancora niente. Padova Hotels Ascom aveva già inviato una specifica richiesta nei mesi scorsi all'assessore Rodeghiero, con l'obiettivo di cercare di capire se si poteva rientrare nei parametri di Verona e Vicenza (dove si paga meno) e, soprattutto, se si potevano individuare le destinazioni dei soldi verso il comparto che, per legge, ne dovrebbe usufruire.

 

Padova 3 agosto 2015