
OBBLIGO PER I PENSIONATI DI COMUNICARE ALL’INPS IL MODELLO RED PENA LA SOSPENSIONE DELLA PENSIONE
E’ vero: cominciano ad essere sempre più digitali. Anzi: sostengono dotte indagini che gli over 65 dei nostri giorni siano la prima generazione di “nonni digitali” che l’umanità possa annoverare. Ma sempre di percentuali contenute si tratta e, soprattutto, over 65 è diverso da over 75 e diversissimo da over 85.
Eppure, nonostante sia chiaro che una bella fetta di popolazione anziana ha qualche difficoltà con la “rete”, l’Inps sembra intenzionato a fare di tutto per mettere in difficoltà i propri assistiti.
L’ultima “perla” in ordine di tempo è la presentazione del modello Red 2015. Entro la fine del mese, infatti, va fatta la denuncia dei redditi 2014 all’Inps, nel caso in cui non sia stato fatto o un 730 o un Unico. Il rischio per chi non denuncia? Via una quota o addirittura tutta la pensione a partire dal gennaio 2017!
Il bello (anzi, il brutto) è che l’obbligo di fare questa comunicazione ricade sul pensionato perché l’Inps, da quest’anno, ha deciso di non inviare più la richiesta dei redditi (Red).
“La stagione del “pugno duro” da parte dell’Inps – commenta Carlo Trevisan, presidente di 50 & Più Ascom Confcommercio – è la riprova di quanto ottusa sia la burocrazia italica. Forse all’Inps sono convinti che i loro “clienti” siano tredicenni “smanettoni” che il web lo hanno ormai incastonato nel Dna e non anziani che hanno sì adottato il telefonino, ma lo usano come … telefono”.
Sia come sia, il rischio sospensione della pensione è tutt’altro che ipotetico se non altro nella parte che riguarda assegni familiari, quattordicesima, maggiorazione sociale, ecc.
“La stampa specializzata fa notare che la mancata comunicazione entro il prossimo 31 marzo del Red – continua Trevisan – fa scattare la sospensione dal prossimo gennaio. Poi è prevista la possibilità di “ravvedersi” (neanche che i pensionati fossero delinquenti) entro il 1° marzo 2017, ma se dovesse anche mancare il “ravvedimento” dopo ulteriori 60 giorni c’è la revoca definitiva dell’assegno annuale per il 2016!”
L’allarme rosso (è forse per questo che all’Inps l’hanno chiamato Red) è dunque scattato.
“Per quanto ci riguarda – conclude Trevisan - all’Ascom, per tramite del nostro patronato Enasco, siamo in grado di offrire assistenza per un obbligo che, ripeto, i pensionati non si meritano e rischia di mandare più di qualcuno nel panico. Giusto che vengano effettuati i controlli per evitare che i soliti “furbetti” incamerino denari che non gli spettano, ma da qui a gravare di obblighi di difficile attuazione tutta una popolazione, in massima parte già penalizzata dall’esiguità dell’assegno, francamente non è etico!”
Il consiglio dell’Ascom è dunque quello di non sottovalutare l’obbligo e di rivolgersi alle sedi del proprio patronato presenti sia in città (via degli Zabarella 42, telefono 049 655130 – 049 656902) che in tutte le altre sedi mandamentali disseminate in provincia.
Padova, 24 marzo 2016
