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TASSA DI SOGGIORNO PER GLI AFFITTI TURISTICI

IL PRESIDENTE DELL’ASCOM, PATRIZIO BERTIN: “MI RISULTA CHE SIANO IN CORSO TRATTATIVE CON VENEZIA, MILANO E FIRENZE: VALGA PER TUTTI, ANCHE PER PADOVA”.
IL PROBLEMA DEGLI AFFITTI “IN NERO” E DELLA SICUREZZA
A Venezia, ma anche a Milano e Firenze i Comuni si sarebbero già mossi in tal senso: concordare con Airbnb la presa in carico, da parte del portale che mette in rete gli affitti turistici in case private, della tassa di soggiorno.
“Sulla scia dell’iniziativa attuata a Parigi sulle circa60 mila case messe in affitto sul portale – dichiara il presidente dell’Ascom, Patrizio Bertin – si potrebbe giungere ad un accordo per cui il viaggiatore dovrebbe pagare la tassa direttamente online al momento della prenotazione, mentre Airbnb dovrebbe occuparsi di girare quanto raccolto nelle casse dei Comuni. Ovviamente mi attendo che, se le trattative in corso avranno successo, che si arrivi ad un accordo di carattere generale in grado di comprendere anche Padova ed il nostro territorio”.
Ma quello della tassazione non è l’unico problema che il nuovo modo di fare turismo sta proponendo con sempre maggiore incidenza.
Non vi è dubbio, infatti, che molti proprietari di immobili, magari spinti dalla crisi ad alienare la proprietà ma dalla stessa crisi impossibilitati a farlo perché il mercato langue, abbiano scelto l’affiliazione ad Airbnb come nuova opportunità.
“E se tutto avviene nel rispetto delle norme – continua Bertin – non vedo perché queste nuove forme non possano avere piena cittadinanza”.

Ma la verità, al di fuori di Airbnb o comunque di siti “controllati”, è che il problema del “nero”, ovvero di quelle stanze affittate senza il minimo rispetto dell’articolo 109 della legge di pubblica sicurezza che impone di accertare l’identità di chi si ospita e, meno che mai, nessun rispetto delle norme tributarie ed igienico-sanitarie, esiste.
“Eccome se esiste! – continua il presidente dell’Ascom - Le strutture “border line” sono una nota dolente non solo per chi opera nel settore in modo corretto e trasparente, ma anche per le casse dei Comuni e la sicurezza pubblica”
Ed è su quest’ultimo aspetto, cioè quello della sicurezza pubblica, che insiste il presidente dell’Ascom.
“Quella che un tempo era più una questione di burocrazia che di sostanza – conclude - oggi è diventata non “una” priorità ma “la”priorità”: sapere chi arriva nelle nostre città è importante per la sicurezza e l’incolumità di tutti”.

 

Padova 3 agosto 2016