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PER L'ASCOM L'AREA DELL'EX PRANDINA E' VOCATA A PARK PER IL CENTRO

MOBILITA' E RIQUALIFICAZIONE URBANA. PER IL PRESIDENTE DELL'ASCOM, PATRIZIO BERTIN, SERVONO "PRAGMATISMO E COLLABORAZIONE".
"RIMANIAMO CONVINTI DELL'UTILITA' DELLA DESTINAZIONE DELL'EX PRANDINA A PARCHEGGIO"
"Pragmatismo e collaborazione".
Usa queste due parole il presidente dell'Ascom, Patrizio Bertin a commento delle proposte del vicesindaco Arturo Lorenzoni su mobilità e riqualificazione dell'area urbana.
"Sinceramente - ammette il presidente dell'Ascom - non condivido la netta chiusura al parcheggio nell'ex caserma Prandina. L'Ascom, al riguardo, ha presentato un proprio progetto già nel 2010 e resta convinta che un parcheggio a mezzo chilometro dalla tangenziale e a 300 metri dal centro sia la soluzione ideale per consentire a chi viene da fuori di vivere la città. A nostro giudizio, oltre che favorire il commercio cittadino (diversamente condannato da una filosofia che finisce per spingere la clientela verso i centri commerciali che offrono, innanzitutto, comodi parcheggi) avrebbe anche il pregio di evitare inutili giri alla ricerca di un posto a chi, comunque, intende raggiungere il centro in auto. Per questo chiedo che le soluzioni vengano trovate discutendo del merito, appunto con una buona dose di pragmatismo e con un sano principio di collaborazione con tutti gli attori cittadini che deve comunque essere preventivo".
Che il problema dei parcheggi e di una visione della città che sia sì "smart" ma che non penalizzi chi la anima con i propri negozi è tema che l'Ascom non ha mancato di sottolineare anche nel corso dell'incontro, avvenuto nelle scorse settimane nella propria sede, con gli assessori Bressa e Colasio.
"In quella sede - continua Bertin - avevamo posto la questione della soppressione del parcheggio a raso di piazzale Boschetti per far posto al progettato parco naturale ed avevamo accolto con soddisfazione l'idea dell'amministrazione di adibire a parcheggio l'area del Pp1. Una soluzione magari temporanea ma ispirata da un pragmatismo che vorremmo fosse alla base di ogni scelta. In questo senso anche le ecodomeniche, se non valutate in tutte le loro sfaccettature (cosa che solo una collaborazione tra amministrazione e categorie economiche può realizzare) finiranno per penalizzare gli operatori cittadini (si pensi solo alle pasticcerie o ai fioristi) favorendo, al tempo stesso, i centri commerciali".
Bertin chiede insomma di aprire una discussione sul "possibile e utile", senza iniziative che sembrano prestare il fianco più a scelte dettate dai principi che non da una visione che contemperi esigenze diverse."La stessa cosa - ammonisce il presidente dell'Ascom - vale anche per il progetto di riqualificazione dell'ex Foro Boario in corso Australia dove è mancata totalmente una consultazione ad ampio raggio e si è finito per accettare (peraltro con una firma del commissario a pochi giorni dall'insediamento della nuova amministrazione) solo un'idea che, guarda caso, ripropone sempre la grande distribuzione in veste di attore non solo protagonista ma, di fatto, unico".
In altre parole: all'Ascom, proprio perchè in questi anni di progetti ne hanno presentati, chiedono di poter offrire il proprio contributo. "Al di là della Prandina - conclude il presidente Bertin - nostro è stato il progetto per la riqualificazione di via Porciglia e nostro, in concorso con l'Università, è il progetto del "Quadrilatero dei Sensi" nell'area di Borgo Altinate, dove abbiamo previsto ipotesi concrete di riqualificazione anche per l'Altino ed il Mignon. Insomma: chiediamo che alle dichiarazioni di principio, ai "desiderata", all'"innovazione" introdotta in qualsiasi ragionamento o ipotesi di intervento ma senza indicare esattamente cosa e come fare, si sostituisca l'idea di affrontare, insieme, un problema per volta e trovare la soluzione. Magari non quella perfetta, ma quella possibile e, soprattutto, utile alla città, a chi ci vive e a chi ci lavora". 


PADOVA 18 AGOSTO 2017