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AMBULANTI: LA LEGGE DI STABILITA' PENALIZZERA' LA RIASSEGNAZIONE DELLE LICENZE

DALLA LEGGE DI STABILITA’ UNA BRUTTA SORPRESA PER GLI AMBULANTI: A RISCHIO LA VENDITA DELL’ATTIVITA’ FINO A TUTTO IL 2020. SATTIN (FIVA ASCOM CONMFCOMMERCIO): “GETTATI AL VENTO MESI E MESI DI TRATTATIVE PER SUPERARE LA BOLKESTEIN”
“Tanto impegno profuso e tanto tempo dedicato praticamente per nulla”.
E’ senza appello il giudizio di Ilario Sattin, presidente regionale degli ambulanti della Fiva Confcommercio e provinciale della Fiva Ascom nei confronti della legge di bilancio che, tra le mille e più cose, ha anche spostato al 31 dicembre 2020 il termine per definire la riassegnazione delle licenze sulla scorta della direttiva Bolkestein.
“Quello che è stato “venduto” – continua Sattin – come un “grande favore” alla categoria, in verità è un concentrato di vincoli di cui non sentivamo assolutamente il bisogno visto che, almeno nel nostro territorio, avevamo avviato con le amministrazioni comunali una fattiva collaborazione che aveva già portato all’avvio delle procedure per effettuare una riassegnazione che avrebbe garantito le imprese già operative per almeno una dozzina d’anni”.
Invece il comma 1181 (!) della legge di bilancio, come in un gigantesco “gioco dell’oca”, ha riportato tutto alla casella di partenza con alcuni effetti collaterali di non scarso valore.
“Non solo – precisa il presidente degli ambulanti di Ascom Confcommercio – non vi è stata l’uscita dalla Bolkestein come qualcuno ha pensato che potesse essere, ma sono state compromesse quelle parti oggetto dell’intesa tra le nostre organizzazioni nazionali ed il ministero, che davano maggiori garanzie agli operatori”.
In pratica si tratta di un paio di questioni che introducono il concetto temporale dell’”ultimo biennio” per il quale vengono previste specifiche modalità di assegnazione per coloro che, per l’appunto, nell'ultimo biennio, hanno direttamente utilizzato le concessioni quale unica o prevalente fonte di reddito per sè e per il proprio nucleo familiare”.
“In altri termini – prosegue Sattin - potranno godere di corsie preferenziali i titolari di concessione che l’abbiano utilizzata direttamente nell’ultimo biennio e cioè dal 1° gennaio 2019 al 31 dicembre 2020. Il che significa che i proprietari non esercitanti dovranno, nei medesimi termini, reintestarsi il titolo ed esercitare direttamente l’attività ma ciò che più conta è che la staticità della norma porta ad escludere che nell’ultimo biennio possano aversi subingressi salvo si debba intendere che coloro che faranno subingressi siano esclusi dalla corsia preferenziale perché non hanno maturato il biennio diattività”. 
Indubbiamente un aggravio delle gestioni aziendali che peraltro potrebbe causare la perdita del titolo concessorio a beneficio di altri soggetti.
Tradotto: addio possibilità di vendere l’attività!
“L’impressione – conclude il presidente degli ambulanti Fiva Ascom Confcommercio – è che la fretta, ancora una volta, non sia stata una buona consigliera e che lunghi mesi di trattative siano stati sacrificati per continuare a procedere col sistema delle proroghe che evidentemente è talmente radicato nel nostro comune sentire che anche in presenza di soluzioni individuate si fatica a rinunciare allo spostamento dei termini”.
Sia come sia, si apre adesso una nuova fase di trattative per rimettere a posto ciò che era definito e che adesso non lo è più.


PADOVA 24 GENNAIO 2018