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11/02/2020 - Corrispettivi telematici: sanzioni solo in caso di invio successivo al 30 aprile 2020

Corrispettivi telematici: sanzioni solo in caso di invio successivo al 30 aprile 2020

Con Risoluzione 10 febbraio 2020, n. 6, l’Agenzia delle Entrate ha precisato che, laddove l’unica violazione (per i soggetti con volume di affari superiore a 400.000 euro) consista nella mancata trasmissione dei dati relativi ad operazioni effettuate nel primo semestre di vigenza dell’obbligo (1/7/2019 - 31/12/2019) di cui all’articolo 2, comma 1, D.Lgs. n. 127/2015, la stessa può essere regolarizzata:

·         senza che siano dovute sanzioni amministrative;

·         tramite l’esecuzione dell’adempimento omesso, procedendo alla trasmissione dei dati non oltre la scadenza del termine del 30 aprile 2020 ossia il termine di presentazione della dichiarazione IVA relativa al periodo d’imposta 2019.


Le sanzioni vanno applicate solo in caso di trasmissione telematica dei corrispettivi (riferita al secondo semestre del 2019) successiva al 30 aprile 2020 ovvero < b>omessa dopo tale data.

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Perdite d’impresa in caso di cessazione dell’attività in contabilità semplificata: Risposta AE

Con Risposta ad Interpello 10 febbraio 2020, n. 45, l’Agenzia delle Entrate ha fornito chiarimenti in merito al trattamento fiscale delle perdite d’impresa, in caso di cessazione dell’attività, per i contribuenti che adottano il regime di contabilità improntato al criterio di cassa introdotto dalla Legge n. 232/2016 (Legge di Bilancio 2017).
Nel caso di specie, l’istante, un soggetto in contabilità semplificata, nel 2017 ha realizzato una perdita, a causa dell’adozione obbligatoria del regime di cassa, come previsto dalla Legge n. 232/2016.
Nel successivo periodo d’imposta, considerato il perdurare della crisi nel settore in cui opera l’istante, l’attività è stata cessata. La cessazione dell’attività, a seguito della vendita delle rimanenze di magazzino e delle attrezzature, ha generato un cospicuo reddito d’impresa . In tale circostanza, l’Agenzia ritiene che l’istante, nel periodo di imposta di cessazione dell’attività (2018), possa dedurre integralmente, sino a concorrenza del reddito di impresa imponibile, le perdite d’impresa riportate dal precedente periodo di imposta (2017), generate proprio per effetto dell’imputazione integrale del costo delle rimanenze nel periodo d’imposta 2017, in virtù dell’applicazione obbligatoria del regime di cassa.

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Corrispettivi telematici: cessione carburanti e fatturazione differita

Con Risposta 10 febbraio 2020, n. 44, l’Agenzia delle Entrate ha fornito chiarimenti in merito alla possibilità di emettere fattura differita per le cessioni di carburante mediante carte di debito ricaricabili.
In particolare, l’amministrazione finanziaria ricorda che per quanto riguarda la fattura differita delle cessioni di beni, la lett. a), comma 4, art. 21, D.P.R. n. 633/1972, subordina l’emissione della stessa a condizione che la consegna/spedizione risulti da documento di trasporto o da altro documento:

·         idoneo a identificare i soggetti tra i quali è effettuata l’operazione;

·         avente le caratteristiche determinate con D.P.R. n. 472/1996 (data, generalità del cedente/cessionario/eventuale incaricato del trasporto, descrizione della natura/qualità/quantità dei beni ceduti).


Qualora il soggetto sia in possesso di d ati inidonei a fornire con precisione alcuni elementi obbligatori prescritti dal citato articolo 1, D.P.R. n. 472/1996 (come nel caso di specie) non è possibile emettere fattura differita.


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Esenzione dall’imposta di donazione di azioni societarie: Interpello

ConRisposta ad Interpello 7 febbraio 2020, n. 38, l’Agenzia delle Entrate ha fornito chiarimenti in merito all’esenzione dall’imposta di donazione di azioni societarie ex art. 3, comma 4-ter, D.Lgs. n. 346/1990 (TUS).
Nel caso di specie, donazione del padre ai figli, in comunione tra loro, del diritto di nuda proprietà del suo intero pacchetto azionario di maggioranza di una S.p.a, l’Amministrazione finanziaria ritiene applicabile l’esenzione dall’imposta di donazione come previsto dall’art. 3, comma 4-ter, TUS, in quanto coesistono:

·         la sussistenza in capo ai beneficiari di una situazione di controllo di diritto sulla società, ai sensi dell’art. 2359, comma 1, n. 1), C.c., attraverso l’attribuzione ai donatari-nudi proprietari del diritto di voto (ex art. 2352 C.c.);

·         l’esercizio dei diritti dei comproprietari da parte di un rappresentante comune, che dispo ne della maggioranza dei voti esercitabili nell’assemblea ordinaria.


L’Agenzia precisa che il venir meno della comunione prima del decorso dei cinque anni dal trasferimento delle quote comporterebbe la perdita del requisito del controllo e la decadenza dal beneficio dell’esenzione, con pagamento dell’imposta nella misura ordinaria, della sanzione amministrativa e degli interessi di mora.

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Edifici assimilati a civili abitazioni: aliquota IVA

Con Risposta 10 febbraio 2020, n. 41, l’Agenzia delle Entrate ha fornito chiarimenti in merito all’aliquota IVA da applicare su edifici assimilati a civili abitazioni analizzando, nella fattispecie, il caso di una Società e di una Fondazione ONLUS che intendono stipulare un contratto di appalto per la costruzione di una struttura destinata a ospitare e assistere, sotto il profilo socio-sanitario e socio-assistenziale, persone affette da disturbi dello spettro autistico in una struttura residenziale extra-ospedaliera da accreditare presso la Regione.
In particolare l’Agenzia ha precisato che:

·         se gli edifici che si andranno a costruire saranno qualificati come "case di cura" o "ricoveri" o strutture similari, è possibile applicare l’aliquota IVA del 10% (art. 127-quinquies, Tabella A), D.P.R. n. 633/1972) fermo restando che le caratteristiche strutturali e la destinazione/ conduzione dell’intero complesso rispecchino, effettivamente e in modo univoco, (anche catastalmente) le finalità, nel rispetto della normativa di settore;

·         nel caso in cui la struttura sia realizzata sulla base di un unico contratto di appalto con un corrispettivo unico forfettario, l’intera prestazione sarà in ogni caso soggetta all’aliquota IVA più elevata e ciò in virtù di un consolidato principio generale riguardante l’inscindibilità del contratto di appalto;

·         il reverse charge è un particolare meccanismo di assolvimento dell’IVA che individua nel destinatario della cessione o della prestazione il soggetto obbligato all’assolvimento dell’imposta, in luogo del cedente o prestatore; a prescindere dall’aliquota IVA applicabile all’operazione.

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Reddito di lavoro dipendente imponibile in Italia per soggetti fiscalmente non residenti

In tema di ritenute su redditi di lavoro dipendente prodotto in Italia da soggetti fiscalmente non residenti, con Risposta ad Interpello n. 36 del 7 febbraio 2020, l’Agenzia delle Entrate ha affermato che, per determinare il reddito di lavoro dipendente imponibile in Italia, è necessario fare riferimento al rapporto tra il numero di giorni nel corso dei quali la prestazione lavorativa è svolta in Italia e il periodo totale dal quale scaturisce il diritto alla retribuzione.
Il numero dei giorni di cui al numeratore ed al denominatore del rapporto deve essere determinato mediante criteri omogenei.

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Massimali CIGO, CIGS e disoccupazione per l’anno 2020

Con la Circolare n. 20 del 10 febbraio 2020, l’INPS comunica l’importo massimo, in vigore dal 1° gennaio 2020, dei trattamenti di integrazione salariale, dell’assegno ordinario e dell’assegno emergenziale per il Fondo di solidarietà del Credito, dell’assegno emergenziale per il Fondo di solidarietà del Credito Cooperativo, dell’indennità di disoccupazione NASpI, dell’indennità di disoccupazione DIS-COLL, dell’indennità di disoccupazione agricola, nonché la misura dell’importo mensile dell’assegno per le attività socialmente utili.

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Aggiornati gli standard CO

Con Decreto Direttoriale n. 52 del 10 febbraio 2020, pubblicato sul sito www.cliclavoro.gov.it, sono stati aggiornati gli standard delle tabelle "CCNL e livelli retributivi", i quali entreranno in vigore a partire dalle ore 19 del 24 febbraio 2020.
In fase transitoria, è stato eliminato il vincolo tra CCNL e livello minimo di retribuzione, garantendo la possibilità di inserire la retribuzione pattuita a condizione che il valore sia superiore a zero.

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