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08/05/2020 - Sanzione per mancata apposizione visto di conformità su compensazioni fiscali: Ordinanza

Sanzione per mancata apposizione visto di conformità su compensazioni fiscali: Ordinanza

La Corte di Cassazione, con l’Ordinanza 26 febbraio 2020, n. 5289, ha sancito che la compensazione indebita di crediti fiscali senza l’apposizione del visto di conformità da parte del professionista abilitato non può essere oggetto di sanzione alla pari di una omissione di versamento, in quanto costituisce una semplice violazione formale.
La mancata apposizione del visto non costituisce, infatti, né un pregiudizio alle azioni di controllo o alle stesse casse erariali, né una modifica della base imponibile e del calcolo del versamento dovuto: rimane quindi intatto, anche a seguito di tale violazione formale, il diritto del contribuente di portare eventuali crediti Iva in compensazione.
A fronte di mancata apposizione del visto di conformità, il professionista abilitato è sanzionato (con un importo pari a euro 250,00) ai sensi dell’art. 8, D.Lgs n. 471/1997.< br />
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Rimborso analitico e rimborso forfettario delle spese di trasferta: differenze

La Corte di Cassazione, con l’Ordinanza n. 8489 del 6 maggio 2020, ha sottolineato che l’indennità di trasferta corrisposta al dipendente in busta paga assieme allo stipendio ed alle altre voci retributive, in riferimento alle spese sostenute durante la trasferta, ha sempre natura meramente restitutoria e non retributiva, se, come nel caso analizzato dalla Corte, vi è un rimborso analitico delle spese sostenute.
La Suprema Corte ha spiegato infatti che nel caso di rimborso analitico il dipendente non subisce alcuna conseguenza in tema di tassazione, in quanto il rimborso gli viene riconosciuto sulla base della documentazione dallo stesso fornita e non può mai superare la spesa effettivamente sostenuta. Nel caso in cui il rimborso delle spese avvenga secondo il metodo forfettario, è previsto invece un limite oltre il quale l’importo forfettario riconosciuto al lavorat ore diventa computabile nel reddito da lavoro dipendente (ex art. 51, c. 5, TUIR).

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Prestazioni di integrazione salariale: gestione IBAN non corretti o non validati

Nel contesto dell’attuale emergenza Coronavirus, l’INPS interviene a fornire istruzioni per favorire una tempestiva erogazione dell’integrazione salariale a favore dei lavoratori, nei casi in cui i codici IBAN, indicati nelle domande di liquidazione della prestazione, risultino essere non corretti o non validati dagli Istituti di credito e da Poste Italiane (ad esempio, codice fiscale associato ad IBAN diverso da quello del beneficiario della prestazione).
Con il Messaggio n. 1904 del 7 maggio 2020, l’Istituto precisa che, in presenza di tali errori, verrà annullato il codice IBAN non corretto presente sul modello SR41/SR43 e la prestazione dell’integrazione salariale sarà erogata con pagamento diretto tramite bonifico domiciliato presso Poste Italiane.

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Comunicazioni obbligatorie: nuovo sistema informativo per la Provincia Autonoma di Trento

Sul sito di Cliclavoro, con Comunicato dell’8 maggio 2020, è stato pubblicato che è in stato di preparazione il nuovo sistema informativo regionale per l’invio delle Comunicazioni Obbligatorie della Provincia Autonoma di Trento.
Pertanto, a partire dall’11 maggio 2020, nella suddetta Provincia non sarà più possibile registrare una nuova utenza attraverso l’indirizzo www.co.lavoro.gov.it del portale ministeriale. Tale sistema potrà essere usato dagli utenti già registrati fino alle ore 12.00 del 20 maggio 2020. In riferimento alle comunicazioni delle assunzioni congiunte nel settore dell’agricoltura continuerà invece ad essere valido il sistema ministeriale anche dopo tale data.
La Provincia Autonoma di Trento fornirà a breve indicazioni sui tempi e modalità di accesso al nuovo sistema. Per avere ulteriori informazioni è disponibile il servizio di supporto all’indirizzo email Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo..

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Cassa integrazione in deroga per aziende plurilocalizzate: le istruzioni dell’INPS

Con Circolare n. 58 del 7 maggio 2020, l’INPS ha illustrato la gestione delle misure a sostegno del reddito di cui al DL n. 18/2020 (cd. Decreto "Cura Italia"), relativamente ai trattamenti di cassa integrazione in deroga per i datori di lavoro con unità produttive site in 5 o più Regioni o Province autonome, nelle ipotesi di sospensione o riduzione dell’attività lavorativa per eventi riconducibili all’emergenza epidemiologica da COVID-19.
In particolare, i datori di lavoro titolari di aziende plurilocalizzate, richiedenti la CIG in deroga:

·         devono presentare al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali la domanda di intervento, corredata dall’accordo sindacale e dall’elenco nominativo dei lavoratori interessati dalle sospensioni o riduzioni di orario;

·         a seguito dell’emanazione del decreto ministeria le, devono inoltrare all’INPS la domanda di integrazione salariale "Modello IG_15_deroga" (cod. "SR100"), sulla piattaforma "CIGWEB" con il sistema del "ticket";

·         successivamente alla ricezione dall’Istituto, a mezzo PEC, del provvedimento di autorizzazione al pagamento, devono trasmettere allo stesso tutti i dati necessari per il pagamento dell’integrazione salariale (Modello "SR 41" semplificato), entro 6 mesi dalla fine del periodo di paga in corso alla scadenza del termine di durata della concessione o alla data del provvedimento di autorizzazione al pagamento da parte dell’INPS, se successivo.

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