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12/10/2020 - Art-bonus e natura dell’ente beneficiario

Art-bonus e natura dell’ente beneficiario

Con Risposte ad Interpello 7 ottobre 2020, nn. 451, 452 e 453, l’Agenzia delle Entrate ha fornito chiarimenti in merito alla natura dell’ente beneficiario ai fini della fruizione del credito di imposta "Art-bonus" (art. 1, comma 1, D.L. n. 83/2014), previa acquisizione del parere del Mibact.
Nella Risposta n. 451, l’Agenzia delle Entrate specifica che non possono beneficiare dell’Art-bonus le erogazioni liberali effettuate da mecenati e ricevute da un’Associazione senza personalità giuridica che intende raccogliere fondi per il recupero strutturale ed artistico di una chiesa, di proprietà di un Ente privato sottoposto al controllo pubblico: tale ente è qualificabile come privato, per cui il bene non si configura come "bene culturale pubblico".
Con Risposta n. 452, invece, l’Agenzia chiarisce che possono beneficiare dell’Art-bonus le erogazioni liberali ricevute da un’Associazione senza scopo di lucro, con personalità giuridica, che intende raccogliere fondi per il finanziamento del progetto di rifacimento della pavimentazione del cortile di un Palazzo, di proprietà demaniale, in concessione all’Amministrazione della Difesa e di notevole interesse storico-artistico.
Con Risposta n. 453, infine, l’Agenzia delle Entrate ammette il beneficio anche per le erogazioni liberali volte al sostenimento dell’attività istituzionale di una Fondazione, iscritta nel Registro regionale delle persone giuridiche della propria Regione, che utilizza come sede museale, espositiva e di residenza artistica, un immobile di grande pregio storico ed artistico, sottoposto a vincolo diretto di tutela monumentale, in quanto la Fondazione in questione ha una natura sostanzialmente pubblicistica, essendo partecipata anche dalla Regione.

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Legittimo il licenziamento del lavoratore controllato dall’internal auditing

La Corte di Cassazione, con la Sentenza n. 21888 del 9 ottobre 2020, ha affermato che è legittimo il licenziamento del lavoratore che non rispetta i suoi obblighi e doveri, come osservato di nascosto dall’ispettore interno all’azienda (internal auditing) incaricato dal suo superiore.
I giudici hanno precisato che il datore di lavoro ha la piena facoltà di ricorrere anche a personale interno all’azienda per controllare lo svolgimento dell’attività lavorativa dei suoi dipendenti.

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Lavoratori aventi diritto alla tutela previdenziale della malattia: i chiarimenti dell’INPS

L’INPS, con il Messaggio n. 3653 del 9 ottobre 2020 chiarisce che non è possibile ricorrere alla tutela previdenziale della malattia nei casi in cui il lavoratore in quarantena o in sorveglianza precauzionale perché soggetto fragile continui a svolgere, sulla base degli accordi con il proprio datore di lavoro, l’attività lavorativa presso il proprio domicilio, mediante forme di lavoro alternative alla presenza in ufficio (smart working/telelavoro). In caso di malattia conclamata, invece, il lavoratore ha diritto ad accedere alla prestazione previdenziale, essendo temporaneamente incapace al lavoro.
L’Istituto previdenziale precisa inoltre che in caso di ordinanze o provvedimenti di autorità amministrative che di fatto impediscano ai soggetti di svolgere la propria attività lavorativa, non si ha il riconoscimento della tutela della quara ntena, in quanto la stessa presuppone un provvedimento dell’operatore di sanità pubblica.

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RITA compatibile con i trattamenti pensionistici anticipati o di anzianità

Con la Circolare n. 4029/2020, la COVIP ha chiarito che la RITA ("Rendita integrativa temporanea anticipata") può essere percepita anche dagli iscritti titolari, al momento dell’istanza o durante l’erogazione della RITA stessa, di trattamenti pensionistici anticipati (es. pensione anticipata, Quota 100, Opzione donna e pensione anticipata dei cc.dd. lavoratori precoci) o di anzianità.
La percezione della suddetta rendita integrativa è altresì compatibile con lo svolgimento, in tale periodo, di attività lavorativa di qualsiasi tipologia (lavoro subordinato, autonomo, assunzione di cariche sociali ecc.), in Italia o all’estero, qualora quest’ultima venga avviata dopo la presentazione della domanda di accesso alla RITA.

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