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4. "PILLOLE" DI FINANZIARIA 2020: REGIME FORFETARIO E MOLTO ALTRO


REGIME FORFETARIO

Importanti modifiche destinate a limitare l’accesso a tale regime agevolato.
Esclusi dal regime forfetario i contribuenti che nel 2019:
• hanno percepito redditi di lavoro dipendente e assimilato per un importo lordo eccedente i 30.000 euro
• hanno sostenuto  spese per lavoro dipendente e collaboratori eccedenti i €. 20.000
Viene incentivato l’utilizzo della fattura elettronica prevedendo la riduzione di un anno del termine di decadenza dell’attività di accertamento ex art. 43, DPR n. 600/73.

RIVALUTAZIONE BENI D’IMPRESA

Riproposizione della rivalutazione dei beni d’impresa (ad esclusione dei c.d. “immobili merce”) e delle partecipazioni, con aliquote ridotte rispetto al passato.
La rivalutazione va effettuata con riferimento al  bilancio 2019 e deve riguardare tutti i beni risultanti dal bilancio al 31.12.2018 appartenenti alla stessa categoria omogenea.
Il maggior valore dei beni è riconosciuto ai fini fiscali (redditi e IRAP) a partire dal terzo esercizio successivo a quello della rivalutazione (in generale, dal 2022) tramite il versamento di un’imposta sostitutiva determinata nelle seguenti misure:
• 12% per i beni ammortizzabili;
• 10% per i beni non ammortizzabili.
L’effetto della rivalutazione ai fini fiscali è riconosciuto a partire dal terzo esercizio successivo a quello in cui la rivalutazione è stata effettuata (ad esempio, dal 2022 per quanto concerne le maggiori quote di ammortamento), mentre in caso di cessione o destinazione a finalità estranee all’impresa (plusvalenze/minusvalenze), il maggior valore fiscale è riconosciuto a decorrere dal quarto anno (ossia dal 2023 per i soggetti solari).
Fanno eccezione i beni immobili, per i quali è previsto che i maggiori valori iscritti in bilancio si considerano riconosciuti con effetto dal periodo d’imposta in corso alla data del 1° dicembre 2021.
Le imposte sostitutive dovute per il riconoscimento della rivalutazione e per l’eventuale affrancamento della riserva vanno versate:
• per importi fino a € 3.000.000 in un massimo di 3 rate suddivise in tre anni;
• per importi superiori a € 3.000.000 in un massimo di 6 rate suddivise in tre anni . 
Gli importi dovuti possono essere compensati con eventuali crediti disponibili.

RAVVEDIMENTO TRIBUTI LOCALI

Via libera al ravvedimento operoso per i tributi locali, quindi Imu, Tasi e Tari. 
Diventa possibile lo sconto sulla sanzione per chi paga in ritardo i tributi locali.
Vengono quindi estese anche a tali tributi le norme relative al ravvedimento operoso dei tributi erariali.
Quindi la correzione in bonis degli omessi versamenti dei tributi locali diventa possibile  anche oltre l’anno dalla violazione, non viene fissata una scadenza.
Non si potrà accedere al ravvedimento solo nel caso in cui sia stata già notificata l’atto impositivo.