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IL FUTURO NON (SI ) CHIUDE: LA CAMPAGNA SOCIAL DI CONFCOMMERCIO

IL FUTURO NON (SI) CHIUDE: LE RICHIESTE DELL’ASCOM DI PADOVA PER USCIRE DALLA CRISI TROVANO UN “MEGAFONO” NELLA CAMPAGNA SOCIAL DI CONFCOMMERCIO 

Il Futuro non (si) chiude.
Non è solo lo slogan con cui Confcommercio ha avviato una grande campagna social nazionale caratterizzata da un forte impatto visivo ed emotivo, ma è anche la ferma convinzione che anima l’azione dell’Ascom Confcommercio di Padova che chiede di ripartire in sicurezza attraverso strategie che consentano di far convivere salute e lavoro.
“Non vi è dubbio – dichiara il presidente Patrizio Bertin – che la priorità assoluta sia la vaccinazione di massa, privilegiando, in questa fase di scarsità di fiale, ultraottantenni e fragili. Ma se questa è la priorità, vi sono altre urgenze che devono seguire a ruota se vogliamo che questa tristissima stagione non passi senza che il “sistema Italia” ne approfitti per modificare le tante cose che non vanno”.
Una di queste è sicuramente il fisco. Serve una riforma che sia in grado di contrastare e recuperare evasione ed elusione ma che sia anche in grado di prevedere una web tax che ripristini parità di regole nel mercato.
Sul fronte del credito la moratoria dei debiti bancari deve andare oltre il 30 giugno 2021, prevedendo scadenze ancora maggiori per i settori più colpiti come il turismo, escludendo contestualmente un peggioramento del rating delle imprese.
“E’ il momento giusto – continua Bertin – per semplificare: procedure più snelle e più semplici e adempimenti meno onerosi sono fondamentali per agevolare l’attività delle imprese e attivare investimenti pubblici e privati”.
L’Ascom chiede procedure più semplici e rapide e investimenti nel digitale con annessa decontribuzione per le assunzioni nelle attività di ricerca e sviluppo.
“La bella stagione alle porte – aggiunge Bertin – impone un rilancio dei comparti del turismo e della cultura particolarmente in difficoltà nel nostro territorio, mentre per attuare la rivoluzione verde e la transizione ecologica vanno previsti incentivi e tempistiche certe che consentano alle imprese di adeguarsi senza penalizzazioni economiche e gestionali”.
In materia di infrastrutture, soprattutto alla luce di quanto in questi giorni è emerso a proposito di Padova esclusa dalla Tav, serve il pieno riconoscimento del valore dell’accessibilità territoriale mentre in città e nei centri della provincia vanno rafforzate, anche attraverso i distretti del commercio, le reti urbane dei negozi per contrastare la desertificazione commerciale e creare un ambiente attrattivo per le imprese del terziario di mercato.
“Di sicuro – conclude Bertin – non possiamo permetterci di abbandonare il modello del pluralismo distributivo ed è per questo che il governo deve poter offrire sostegni e strumenti a giovani e donne che intendono investire sul proprio futuro che, in ultima analisi, è anche il futuro del Paese”.

Padova 26 marzo 2021