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RISCHIO USURA PER LE PMI. BERTIN: INTERVENGA IL MEDIOCREDITO CENTRALE

PICCOLE IMPRESE E PROFESSIONISTI A RISCHIO USURA ANCHE PER LA RIGIDITA’ IMPOSTA ALLE BANCHE DALLA CENTRALE RISCHI.
LA PROPOSTA DEL PRESIDENTE DELL’ASCOM CONFCOMMERCIO DI PADOVA, PATRIZIO BERTIN: “IL MEDIOCREDITO CENTRALE, COL SUPPORTO DELLE ASSOCIAIZONI DI CATEGORIA, INTERVENGA PER GARANTIRE LE BANCHE”

E’ il classico cane che si morde la coda: hai un credito in sofferenza, la Centrale Rischi della Banca d’Italia ti “scheda” come insolvente e per te i prestiti delle banche e delle finanziarie non esistono più. Risultato: una crisi passeggera, soprattutto causa Covid, rischia di scivolare, come è stato evidenziato nell’incontro dei giorni scorsi organizzato dal Prefetto Grassi con le associazioni di categoria, verso il vortice dell’usura se non in quello dell’infiltrazione mafiosa.
“Come ha documentato la Cgia di Mestre – mette in guardia il presidente dell’Ascom Confcommercio di Padova, Patrizio Bertin – sono poco più di 176 mila le imprese italiane che presentano crediti in sofferenza. Ebbene: escluse dalla possibilità di un prestito “trasparente”, queste piccole e medie imprese rischiano di finire vittime dei “cravattari” con conseguenze disastrose non solo per l’attività ma anche per la famiglia”.
Che le cose non vadano benissimo lo dimostrano anche le segnalazioni di riciclaggio alla Banca d’Italia che vedono Padova attestata al 33° posto nazionale con 1631 segnalazioni nel 2020 (un po’ meno rispetto alle 1836 del 2019) e con un’incidenza di 174,7 segnalazioni ogni 100mila abitanti.
Soluzioni? E’ vero che esiste un “Fondo per la prevenzione” dell’usura ma è anche vero che, forse per vergogna delle vittime, forse perché non è pubblicizzato più di tanto, risulta poco utilizzato e comunque con scarse risorse a disposizione. Finanziarlo adeguatamente e altrettanto adeguatamente pubblicizzarlo potrebbe essere una soluzione.
“Potrebbe essere – continua Bertin – ma personalmente propenderei per un’azione meno “burocratica” e, in qualche maniera, ritengo, più proficua”.
Bertin parte da un dato: l’aumento esponenziale dei depositi bancari in quest’anno di pandemia.
“Le banche, anche a causa dei consumi che si sono drasticamente ridotti, hanno incamerato soldi a valanga che però, vuoi perché gli investimenti ancora languono ma vuoi soprattutto perché a quelli cui servirebbe il credito è precluso, non sanno come investirli”.
Ecco allora la proposta: intervenga a garanzia delle banche il Mediocredito Centrale che già nell’emergenza Covid 19 si è occupato della gestione del Fondo di garanzia per le PMI per conto del Ministero dello Sviluppo Economico, supportando il sostegno alla liquidità di imprese, start up e professionisti.
“Potrebbe essere un intervento concordato con le associazioni di categoria – continua il presidente dell’Ascom Confcommercio di Padova – che conoscono le imprese aderenti e che quindi potrebbero svolgere un ruolo importante”.
In attesa che qualcosa si muova in questo senso, va segnalata l’iniziativa di Fidi Impresa & Turismo Veneto, il confidi del sistema Confcommercio, che a professionisti e piccole imprese che necessitano di un sostegno finanziario, propone il servizio “Liquidità Imprese” accessibile digitando un numero verde.
“L’intervento – spiegano negli uffici di Fidi Impresa – è quanto di più semplice si possa immaginare. Il piccolo imprenditore o il professionista non devono fare altro che digitare il numero verde 800954475 dal lunedì al venerdì dalle 8.30 alle 13.30. La sede centrale raccoglierà la richiesta che verrà “girata”, per competenza, alla struttura di riferimento provinciale”.
Per Padova e provincia sarà l’ufficio in seno all’Ascom Confcommercio che prenderà in carico la richiesta per poi prendere contatto col soggetto interessato.
“L’idea – concludono negli uffici di Fidi Impresa & Turismo Veneto – è quella di agevolare al massimo l’accesso al credito in tempi rapidi. Non di rado la variabile “tempo” è quella decisiva per permettere all’impresa o al professionista di proseguire o implementare la propria attività”. 
“E soprattutto – chiosa Bertin – evitare di finire vittime di usurai o di organizzazioni mafiose”.

PADOVA 12 LUGLIO 2021