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NEGOZI CHIUSI PER COVID: L’ASCOM CONFCOMMERCIO DI PADOVA CHIEDE AL GOVERNO UN’”INDENNITA’ DI CHIUSURA”

IL PRESIDENTE BERTIN: “BASTA UN FAMILIARE CONTAGIATO PER METTERE IN GINOCCHIO UNA PICCOLA ATTIVITA’”

Una “indennità di chiusura” per chi, colpito dal Covid ed esercente una piccola attività, è costretto ad abbassare le serrande.
E’ la richiesta che l’Ascom di Padova, assieme ad altre organizzazioni di Confcommercio presenti sul territorio nazionale, rivolge al governo per cercare di coprire, almeno in parte, le perdite causate dalle chiusure rese, di fatto, obbligatorie per rispettare i protocolli previsti dalle norme volte ad evitare la diffusione del contagio.
“Il tessuto economico del commercio, del turismo e dei servizi – spiega il presidente dell’Ascom Confcommercio di Padova, Patrizio Bertin – è formato in buona percentuale da imprese familiari. Ora è sufficiente che un figlio torni da scuola contagiato per mettere fuori gioco l’intera famiglia per dieci giorni. E dieci giorni di chiusura, di questi tempi, possono essere decisivi per proseguire o meno l’attività”.
Analogo il ragionamento se, ad essere colpito dal virus, è un dipendente (magari il solo o comunque il solo a svolgere un certo tipo di lavoro) o un familiare di quest’ultimo.
Da qui la richiesta: chi non può lavorare e, dunque, guadagnare, dovrebbe poter essere in qualche misura aiutato.
“Il governo deve mettersi nei panni di questi piccoli imprenditori – conclude Bertin – che dopo tanti mesi di “apri e chiudi” per legge si trovano ora a chiudere per senso di responsabilità. Un senso di responsabilità che, oggettivamente, andrebbe premiato”.

Padova 13 gennaio 2022