Antonio Pistritto (Delegato del Centro di Confcommercio Ascom Padova): "Agire per evitare che Padova si spenga. E non è una metafora"
Via Marsilio da Padova, angolo piazza dei Frutti. Ovvero il "centro" che più centro non si può.
Eppure in quest'angolo di Padova, frequentatissimo, due negozi sono sfitti da mesi col risultato che anche i commercianti che operano nelle immediate vicinanze ne risentono. A cominciare dal Club della Pipa, la storica tabaccheria della famiglia Zampieri che, in pratica, è finita letteralmente in mezzo a questa rappresentazione plastica di cosa significhi "desertificazione".
"Sono mesi - commenta Antonio Pistritto, delegato di Confcommercio Ascom Padova per il Centro - che il nostro presidente Bertin mette sull'avviso che la città, a forza di chiusure senza conseguenti riaperture, rischia di trasformarsi in un luogo senz'anima. Solo che a nessuno era balenata l'idea che anche posizioni di prestigio, nel "salotto buono" della città, finissero per non essere utilizzate aprendo le porte ad un degrado strisciante che finisce per rendere insicura persino quella che dovrebbe essere una zona ad alta appetibilità commerciale".
Affitti cari? Mancanza di imprenditori che vogliono mettersi in gioco? Legislazione inadeguata ai tempi che cambiano?
"Quasi mai - continua Pistritto, che nella stessa via Marsilio da Padova gestisce il noto ristorante Isola di Caprera - la causa è ascrivibile ad un fattore soltanto. Spesso si tratta di concause che comunque hanno un unico approdo: la città perde attrattività e le attività commerciali ne risentono. Se poi, com'è il caso del Club della Pipa, si hanno vetrine chiuse a destra e a sinistra, è piuttosto evidente che la clientela evapora e diventa difficile far quadrare i conti".
Ecco allora che alcune scelte si impongono.
"Io non so quale sia la ricetta migliore - ammette il noto ristoratore - so però che l'affitto andrebbe incentivato. Una soluzione può essere la detassazione o comunque la riduzione delle tasse, un'altra potrebbe essere un aiuto nei confronti delle imprese gestite da giovani. Nello specifico poi, Confcommercio ha avanzato alcune proposte concrete.
A livello nazionale, occorrono un coordinamento stabile delle politiche urbane e una strategia unitaria che integri i diversi programmi e fondi europei e nazionali.
A livello regionale va sostenuta l'esperienza dei Distretti.
A livello comunale, servono Programmi Pluriennali per l'Economia di Prossimità: strumenti che mettano insieme patti locali per la riattivazione dei locali sfitti, con canoni calmierati e incentivi coordinati tra pubblico e privato, accompagnamento all'avvio d'impresa, logistica urbana sostenibile, parcheggi, welfare territoriale, partenariati con il mondo immobiliare. È certamente un'agenda ambiziosa, ma necessaria se non vogliamo che Padova si spenga. E credetemi, non è una metafora".
PADOVA 27 NOVEMBRE 2025
