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URBE FUTURA: COME CONTRASTARE LA DESERTIFICAZIONE COMMERCIALE CHE STA IMPOVERENDO LE NOSTRE CITTA’

Confcommercio Padova (con Ascom Servizi) partner principale di un progetto di IFOA con Università IUAV, Eurema Lab, Enaip Veneto e Uniocamere Veneto che coinvolge imprese, istituzioni, cultura e comunità

Da normalità a emergenza.
E’ sempre stato normale che quando finisce un anno e arriva quello nuovo qualche impresa chiuda. Però da qualche tempo a questa parte ciò che era fisiologico è diventato endemico. Chiudono attività anche storiche per mancanza di ricambio, chiudono attività anche recenti per difficoltà di accesso o per la concorrenza dell’e-commerce. Chiudono perché tasse e burocrazia non lasciano scampo.

Per cui diventa improcrastinabile contrastare la desertificazione commerciale e sociale che sta impoverendo la vita economica dei quartieri per costruire un modello di rigenerazione urbana in cui commercio, cultura e servizi tornino ad essere motore di vitalità e coesione.
E’ questo l’obiettivo di “Urbe Futura”, progetto presentato da IFOA – Istituto Formazione Operatori Aziendali – che vede Confcommercio Padova come partner principale (attraverso Ascom Servizi Padova S.p.A.), nell’ambito dell’Avviso regionale “Formazione continua – Competenze per il futuro: affrontare le transizioni e cogliere le nuove opportunità” (DGR 221/2025 – PR Veneto FSE+ 2021-2027).

Il progetto nasce in risposta a un quadro nazionale che evidenzia un arretramento della rete di prossimità: secondo dati richiamati nella proposta, tra il 2012 e il 2023 hanno cessato l’attività oltre 111.000 negozi al dettaglio e 24.000 attività di commercio ambulante, mentre nei 120 comuni più grandi la densità commerciale è diminuita del 15,3%. In questo contesto, Padova, che da sola, nel periodo considerato, di negozi ne ha persi 400, può diventare un laboratorio capace di mettere a sistema competenze, innovazione e alleanze territoriali.

Urbe Futura propone un’articolazione concreta di interventi: 5 corsi di formazione di gruppo, 2 consulenze individuali, 1 laboratorio formativo e 1 n resactioearch sul retail, 6 workshop e 1 focus group su arte e cultura, incontri di rete, 1 seminario informativo e 1 evento finale. È inoltre prevista una visita studio di tre giorni ad Amsterdam, dedicata a innovazione retail e logistica urbana, con l’obiettivo di riportare sul territorio pratiche già sperimentate con successo (AI, realtà aumentata, pagamenti evoluti, soluzioni green per consegne e city logistics). randi la densità commerciale è diminuita del 15,3%. In questo contesto, Padova, che da sola, nel periodo considerato, di negozi ne ha persi 400, può diventare un laboratorio capace di mettere a sistema competenze, innovazione e alleanze territoriali.

Accanto alla formazione, il progetto punta su azioni complementari ad alto impatto: laboratori diffusi con negozi pilota e soluzioni phygital, co-progettazione con una call for ideas per la rigenerazione urbana, “salotti urbani” e incontri pubblici negli spazi commerciali e culturali, oltre a storytelling e diffusione digitale dei risultati.

Un ulteriore elemento strategico è l’integrazione con risorse FESR: sono previsti 72.500 euro di contributo a fondo perduto per dotazioni che rafforzano infrastrutture digitali e sostenibili delle imprese aderenti (strumenti per la digitalizzazione, arredi modulari per spazi ibridi, tecnologie per logistica urbana intelligente e soluzioni per l’allestimento esperienziale dei punti vendita).

Un pilastro qualificante di Urbe Futura è la borsa di ricerca affidata all’Università IUAV di Venezia, focalizzata sui nuovi modelli di rigenerazione urbana e commercio di prossimità, con attenzione all’uso strategico dei dati, innovazione digitale e sostenibilità. Il percorso prevede analisi di casi studio, mappatura di pratiche emergenti e definizione di linee guida replicabili, condivise negli incontri di rete e valorizzate come patrimonio comune del progetto. In questa prospettiva, i risultati potranno essere trasformati – in raccordo con Confcommercio Padova e la rete dei partner – in strumenti operativi utili anche per orientare politiche e azioni delle Amministrazioni comunali su commercio di prossimità, servizi urbani e vivibilità dei quartieri.

“Il commercio di prossimità – commenta Patrizio Bertin, presidente di Confcommercio Padova - è un’infrastruttura sociale, oltre che economica: tiene vivi i quartieri, aumenta la sicurezza percepita, costruisce relazioni e rende una città più attrattiva. Con Urbe Futura, perfettamente in linea col progetto Cities di Confcommercio nazionale, vogliamo offrire alle imprese strumenti concreti per affrontare transizione digitale e nuovi comportamenti di consumo, ma anche rafforzare l’idea che la vivibilità urbana si difende e si costruisce insieme: imprese, istituzioni, cultura e comunità”.

“Con Urbe Futura – sottolinea Samantha Ballerini, responsabile IFOA in Veneto -  mettiamo in campo un modello che unisce formazione avanzata, consulenza e sperimentazione sul campo. La presenza della borsa di ricerca IUAV è decisiva: significa portare metodo e conoscenza applicata dentro i processi reali della città, traducendo dati e buone pratiche in indicazioni operative e replicabili. È un progetto che ambisce a generare impatto misurabile e duraturo per le imprese e per il territorio”.

Va detto che oltre a IFOA e a Confcommercio Padova (con Ascom Servizi partner operativo principale), il partenariato comprende Università IUAV di Venezia (borsa di ricerca), Eurema Lab S.r.l. (partner operativo), ENAIP Veneto e Unioncamere del Veneto (partner di rete), insieme a una rete di imprese e realtà attive nei settori commercio, servizi, cultura e creatività (tra cui 1 BIS APS – Unobis).

PADOVA 1° GENNAIO 2026