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Riccardo Capitanio (Federmoda Confcommercio): “Regole uguali e serie politiche urbane: è questo ciò che ci serve e ciò che i saldi ci dicono”

“Il sole ha fatto la differenza”.

Stiamo parlando di saldi e Riccardo Capitanio, nella sua veste di vicepresidente nazionale di Federmoda Confcommercio (è anche presidente di Federmoda Veneto e Padova), ha fatto un giro di telefonate coi colleghi italiani.
“Il risultato è che dove questi primi giorni di saldi sono stati baciati dal sole gli affari non sono mancati, dove invece la pioggia si è messa di traverso (è il caso di Roma) non sono decollati”.

A Padova la partenza è stata buona, soprattutto il primo giorno, sabato. 
“Non so – continua Capitanio – quando interloquisco con qualcuno sul tema dei saldi mi sento spesso dire che “sono demodè”. Può essere, però è anche vero che i saldi continuano a dirci qualcosa anche all’alba del 2026″. 

Parte da un dato di fatto il presidente: “Avrete sicuramente notato: il primo weekend di saldi non è mai un fine settimana normale. Nei centri cittadini c’è più traffico, ci sono più persone che passeggiano, in un concetto: c’è più vita. E questo indipendentemente dal fatto che poi quella stessa gente compri nei negozi e nemmeno che si sia sbarcati nel paese di Bengodi. Significa però che quando c’è un’occasione chiara, ben annunciata (e i saldi lo sono sempre), le persone tornano a frequentare i centri cittadini. Certo: continuano ad avere problemi di parcheggio, a comunque tornano”.

Dunque saldi soluzione di tutti i problemi del commercio?
Sarebbe un errore madornale crederlo. Però è un errore anche derubricarli ad evento “demodè”. I saldi, viceversa, sono un momento importante per il commercio fisico di vicinato e lo sono ancor di più per i centri storici dove rappresentano un momento economico rilevante ma, meglio ancora, un presidio sociale. Soprattutto regolato. La domanda, pertanto, non è: servono o meno i saldi. La domanda è: come far sì che le regole siano uguali per tutti, perchè non è possibile che il commercio tradizionale rispetti norme precise (e stringenti) mentre il competitor web vive di promozioni continue che creano squilibri evidenti”.

“Il vero tema – conclude il presidente di Federmoda Confcommercio Veneto e Padova – è questo. I clienti non sono spariti, semmai sono stati allontanati da centri storici inaccessibili e poco attrattivi quando invece, per rendere quegli stessi centri vivi, servirebbe esattamente il contrario. In questo senso i saldi aiutano, ci mostrano una direzione possibile, non certo un traguardo. A quello devono pensare le amministrazioni chiamate a definire serie politiche urbane”.

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