Con 1.794,4 milioni di euro in valore assoluto Padova si colloca al 14° posto
Patrizio Bertin (Confcommercio Padova): “Il risparmio è un valore, però attenzione a che risparmio non significhi paura nel futuro: il PIL cresce con gli investimenti e con i consumi”
I dati più recenti dicono che, a livello nazionale, la tendenza 2024-2025 relativa alla propensione al risparmio delle famiglie è tornata a crescere, superando il 9% e, addirittura, nel 2025, si è assistito a un ulteriore rafforzamento del potere d'acquisto e a un aumento del risparmio, con dati che tendono a stabilizzarsi su livelli più alti rispetto ai minimi del 2023.
Il Veneto si conferma una regione con una solida base di risparmio e Padova non delude, forte di un reddito pro capite robusto (poco meno di 25mila euro) e un alto tasso di occupazione (73,1% nella provincia, superiore alla media regionale e nazionale).
Un’analisi più approfondita, seppur con dati definitivi del 2023, è quella realizzata da Unioncamere e dal Centro Studi Guglielmo Tagliacarne che quantifica il risparmio delle famiglie consumatrici e la relativa loro propensione al risparmio a livello provinciale.
Diciamo subito che Biella è la provincia che si conferma sul gradino più alto del podio, seguita da Asti e Vercelli, ovvero tre province piemontesi ai primi tre posti. Padova, con il suo 8%, è al 55°posto tra le 107 province italiane per propensione al risparmio: metà classifica e graduatoria confermata rispetto alla precedente rilevazione che faceva data al 2019, per cui epoca pre Covid.
A livello veneto la provincia euganea non brilla per propensione al risparmio: fanno meglio Belluno 28^ (9,5% e un balzo in graduatoria di 5 posizioni); Verona 40^ (8,6% e posizione confermata); Vicenza 44^ (8,4% e più 5); Treviso 49^ (8,2% e più 3 posizioni) e Rovigo 51^ (8,0% ma meno 6 posizioni). Anche Padova, come si è visto, vanta un 8%, mentre chiude la serie delle province venete Venezia che si ferma al 7,3% guadagnando però 2 posizioni in classifica.
Viceversa, se si guarda all’ammontare complessivo del risparmio, con i suoi 1.794,4 milioni di euro (l’1,6% del totale nazionale), Padova è al 14° posto, immediatamente alle spalle di Verona e una posizione sopra Vicenza a dimostrazione che il Veneto non ha perso la propria vocazione alla parsimonia.
“L’indagine – commenta il presidente di Confcommercio Padova, Patrizio Bertin – dice un paio di cose interessanti: la prima è che il clima di incertezza induce le famiglie ad essere più caute. La seconda è che c’è un risparmio maggiore nelle province che hanno una quota di laureati superiore alla media e un più alto indice di vecchiaia”.
Se questi possono essere due aspetti che inducono alla curiosità, non sorprende, per contro, che esista un pesante divario Nord – Sud: agli ultimi posti troviamo infatti Crotone (107^) e, a ritroso, Siracusa, Trapani, Ragusa, Catania e Palermo.
"Che ci siano differenze non lo scopriamo certo oggi - continua il presidente - e anche se al Sud la vita costa meno, è pur vero che se i soldi in tasca sono pochi è difficile pensare di risparmiare. Il risparmio è sicuramente un valore, però attenzione: va bene risparmiare, ma se al concetto di risparmio abbiniamo quello della paura del domani, direi che non ci siamo. Per progredire servono gli investimenti e, come vado ripetendo da tempo, serve rivitalizzare i consumi. Perché senza consumi è difficile muovere Pil!".
PADOVA 19 FEBBRAIO 2026
