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DAL 1° LUGLIO IN TUTTA LA UE DAZIO DI 3 EURO SUI PACCHETTI CON VALORE SOTTO I 150 EURO

Capitanio (Federmoda Confcommercio Veneto e Padova): “Finalmente una risposta univoca da parte dell’Unione Europea”
Un fenomeno, quello delle vendite B2B, che nel 2024 ha visto l’Europa “invasa” da 12 milioni di pacchetti al giorno

Anticiparne l’applicazione in Italia rispetto all’Europa non è stata una buona idea, però il dazio fisso di 3 euro sui piccoli pacchi in entrata nell’Unione Europea, adesso rinviata al 1° luglio, è comunque un passaggio obbligato se si vuole raggiungere l’obiettivo di “stesso mercato, stesse regole”.

“L’intendimento era buono – commenta il presidente di Federrmoda Confcommercio Veneto e Padova, Riccardo Capitanio – ma l’applicazione anticipata dall’Italia rispetto all’Europa aveva creato un corto circuito per cui i pacchi venivano sdoganati senza dazio, ad esempio, in Olanda per poi arrivare in Italia via terra, con un danno per la nostra economia”.
Adesso però è arrivato il via libera definitivo dell'Ue alle nuove regole doganali sui piccoli pacchi in entrata nel mercato europeo, per lo più tramite commercio elettronico. L'accordo abolisce la franchigia doganale sui piccoli pacchi, ovvero con valore inferiore a 150 euro, che sono attualmente esentati dai dazi, finendo per creare un meccanismo di concorrenza sleale per i commercianti dell'Unione.
“Finalmente una risposta concreta – continua Capitanio - da parte dell’Unione nei confronti delle migliaia di aziende italiane che operano soprattutto nei settori dell’abbigliamento e accessori e articoli per la casa. Una misura che condividiamo appieno e che, finalmente, sarà applicata sull’intero territorio della UE”.

Il fenomeno delle vendite B2C (ovvero dal produttore direttamente al consumatore) da piattaforme extra Ue è letteralmente esploso negli ultimi anni fino a raggiungere nel 2024 la cifra davvero ragguardevole di 12 milioni di pacchetti entrati in Europa ogni giorno. Una situazione di concorrenza sleale non più tollerabile per gli operatori dell’import, dell’ingrosso e del dettaglio.
“L’esperienza italiana – conclude il presidente di Federmoda Confcommercio Veneto e Padova -  ci dice che un atteggiamento omogeneo dell’Europa è indispensabile per cui è da augurarsi che non ci siano fughe in avanti di alcun tipo da parte di qualche Stato membro perché questo non farebbe che creare ulteriori gravi situazioni di concorrenza sleale interne al mercato unico europeo con distorsioni di flussi di traffico merci che penalizzerebbero il nostro Paese”.

PADOVA 18 MARZO 2026