
Il Comune di Bovolenta lancia un avviso pubblico per contributi a fondo perduto per l’apertura di negozi in locali sfitti
Il plauso di Confcommercio Padova che invita le altre amministrazioni: “Imitare Bovolenta”
“Imitare Bovolenta”.
E’ l’invito alle altre amministrazioni comunali che arriva da Confcommercio Padova che plaude all’iniziativa del comune della Saccisica che ha deliberato un bando per l’erogazione di contributi a fondo perduto per l’apertura di nuove attività commerciali o di prossimità in locali sfitti del territorio comunale.
“L’aver messo a disposizione un fondo di 10mila euro – ha commentato il presidente provinciale Patrizio Bertin - con l’obiettivo di contrastare la desertificazione commerciale, incentivare l’uso di locali sfitti da tempo, favorire l’insediamento di attività di qualità, prevenire fenomeni di concorrenza sleale e attività di basso profilo commerciale e sostenere i giovani e le donne è un’iniziativa lodevole che merita di essere sottolineata non solo perché va nella direzione da noi auspicata, ma anche perché può costituire un ottimo assist per le amministrazioni (e vogliamo sperare siano tante) che volessero imitare Bovolenta”.
Il bando, ovviamente, pone tutta una serie di requisiti e, soprattutto, individua alcuni criteri per l’assegnazione di un punteggio.
In particolare vengono premiati i tempi dello sfitto (massimo di 15 punti se lo sfitto dura da più di un anno), l’originalità e la sostenibilità del progetto (fino a 50 punti), l’impatto occupazionale (fino a 10 punti) e se si tratta di giovani under 40 o donne (in questi casi il massimo è di 5 punti).
Il contributo economico sarà a fondo perduto nella misura massima del 50% dell’investimento e non superiore a 3mila euro.
“Va apprezzata – ha detto il presidente mandamentale della sezione di Piove di Sacco di Confcommercio Padova, Riccardo Capitanio – l’idea di premiare l’originalità e la sostenibilità dell’investimento. Purtroppo, non di rado, ad attività che cessano magari anche solo per un mancato ricambio generazionale ma che hanno rappresentato per anni un punto di riferimento per la collettività, si sostituiscono esercizi di dubbia qualità. In questo senso, da Bovolenta arriva un segnale decisamente significativo che punta a correggere queste storture e che dunque va, giustamente, sottolineato”.
BOVOLENTA 24 MARZO 2026
