Sale la preoccupazione delle imprese per gli aumenti di elettricità e gas
Un’analisi di Confcommercio vede aumenti che, se la crisi non dovesse risolversi, potrebbero arrivare per commercio e turismo al 13,9% per l’elettricità e addirittura al 43,5% per il gas
Consiglio Direttivo, questa mattina, per Confcommercio Padova con una parte straordinaria dedicata alla delicata questione internazionale e agli effetti sulle imprese del terziario di mercato.
“Le tensioni legate al conflitto in Iran – ha detto in apertura dei lavori il presidente Patrizio Bertin di fronte alla platea dei rappresentanti di categoria e del territorio - stanno causando nuovi shock sui mercati energetici internazionali, con effetti diretti sulle bollette di elettricità e gas delle imprese del terziario”.
Bertin aveva sott’occhio un’analisi di Confcommercio e CER – Centro Europa Ricerche che a marzo 2026 vede bollette elettriche che potrebbero aumentare, nell’ipotesi di una cessazione in tempi rapidi delle ostilità, dell’8,5%, passando da 20.521 euro di media nel primo bimestre a 22.269 euro del secondo.
“Ma quello che preoccupa di più – ha proseguito Bertin – è che se il conflitto dovesse durare, l’aumento per l’elettricità potrebbe arrivare al 13,9% (23.380 euro), con un incremento medio per tutti i settori di circa 2.850 euro”.
Per non parlare del gas, per il quale gli aumenti sarebbero più marcati: +30% nello scenario base (da 7.833 euro a 10.181 euro) e +43,5% nello scenario peggiore (fino a 11.241 euro, +3.400 euro in media).
I settori più colpiti sarebbero gli alberghi di media dimensione (consumo 230.000 kWh) per i quali la bolletta elettrica salirebbe di 965 euro e il gas di 1.200 euro al mese nello scenario peggiore. Le grandi superfici (175.000 kWh) avrebbero un aggravio per l’elettricità di 744 euro e 445 euro per il gas. Bar e negozi non alimentari (17.000 kWh) vedrebbero l’elettricità aumentare di 87 euro, mentre il gas aumenterebbe di 196 euro. I ristoranti (31.000 kWh) avrebbero aumenti per l’elettricità di 146 euro e 508 euro per il gas.
“Purtroppo- ha detto ancora il presidente di Confcommercio Padova - l’Italia dipende ancora fortemente dall’estero: oltre il 90% per il petrolio e oltre il 97% per il gas. Il prezzo dell’elettricità è ancora legato al gas, perché le centrali a gas determinano il prezzo all’ingrosso. Così, anche se le rinnovabili sono cresciute, i costi restano sensibili alle oscillazioni del mercato gasiero”.
A questo punto servono misure in grado di contenere la volatilità dei prezzi e ridurre i costi per le imprese, soprattutto per le micro e piccole attività. Tra le soluzioni indicate Confcommercio propone di aggregare la domanda per facilitare l’accesso a contratti di energia rinnovabile a lungo termine e semplificare gli investimenti in efficienza energetica.
PADOVA 30 MARZO 2026
