20.850 nel trimestre aprile – giugno 2026.
Patrizio Bertin (Confcommercio Veneto e Padova): “L’offerta del terziario è assolutamente maggioritaria, ma facciamo fatica ad assumere. Serve un grande progetto per la formazione del personale”
Fisiologico calo delle opportunità di lavoro in provincia di Padova sia nel mese di aprile che nel trimestre aprile – giugno.
Sono infatti 6.530 contro le 8.160 di marzo le opportunità per il solo mese di aprile che diventano 20.850 nel trimestre aprile - giugno 2026 (erano 23.390 se guardiamo al trimestre febbraio - aprile 2026).
I dati, come di consueto, sono quelli diffusi da Unioncamere - Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, Sistema Informativo Excelsior che, in tutto il Paese, intervista periodicamente dal 2017 oltre centomila imprese con dipendenti sia del settore industriale che dei servizi e offre l’andamento delle possibilità nei diversi comparti.
Da Padova e provincia arrivano le consuete conferme anche se con qualche “ritocco” tipico del cambio di stagione: come al solito è il terziario che sviluppa la maggiore occupazione, forte di una percentuale del 59,1% sul totale (ma era del 61,8% nel mese precedente) a fronte di un 36,5% della manifattura (era il 34,4%) e del 4,5% dell’agricoltura (era il 3,8%).
“Questi dati - commenta il presidente di Confcommercio Veneto e Padova, Patrizio Bertin – ribadiscono la centralità del terziario per il nostro territorio anche se la stagione primaverile, con una proiezione sull’estate, porta ad un leggero arretramento dei numeri del nostro comparto che pure si conferma di gran lunga come il settore di riferimento nell’offerta lavorativa, pur senza vantare l’appeal del mare e del lago".
Significativo, in questo senso, il raffronto con le province di Verona e Venezia.
Il confronto con le province turistiche
La provincia scaligera, forte dei numeri sviluppati dal lago di Garda, può contare su una previsione di 11.850 opportunità di lavoro nel mese e 33.380 nel trimestre con una percentuale del terziario pari al 69,1%.
Venezia invece, forte del litorale adriatico, indica in 12.880 le opportunità nel mese di aprile e 41.100 nel trimestre aprile – giugno con un’incidenza del terziario dell’83,9%.
E’ dunque il turismo quello che fa la differenza.
“Il terziario inteso nella sua accezione più ampia - continua Bertin - è il settore che offre le maggiori opportunità di occupazione e, nell'ambito dell'intero comparto del terziario, è evidente che è il terziario di mercato, ovvero il segmento che comprende commercio, turismo e servizi, quello che offre maggiori opportunità col turismo soprattutto nel periodo estivo e col commercio nel periodo natalizio”.
C’è poi un altro aspetto che merita di essere sottolineato ed è quello che afferisce alle piccole e piccolissime imprese, quelle “under 15 dipendenti” che sono quelle che fanno da traino costituendo così la struttura portante della nostra economia.
Il nodo della mancanza di personale
Però c’è un però.
“Fermo restando che si tratta di dati comunque importanti – continua il presidente di Confcommercio Veneto e Padova – va detto che, sullo sfondo, c’è la grande preoccupazione degli imprenditori per i posti che vengono individuati dalla ricerca ma che, in buona parte, andranno deserti".
In effetti sono ormai molti trimestri che le imprese fanno fatica ad assumere e questo, soprattutto per il commercio e, adesso per il turismo, è un fattore di rischio molto elevato perché non consente alle imprese di pianificare il futuro.
"A differenza delle imprese di maggiori dimensioni le nostre, molte delle quali a conduzione familiare o comunque con pochi collaboratori, se non trovano manodopera sono di fronte ad un bivio: o limitano la loro azione o sono costrette a chiudere”.
Valutazioni che giungono all’indomani del dato diffuso dall’Istat sull’occupazione a febbraio, occupazione che, in Italia, scende al 62,4% mentre quello di disoccupazione sale al 5,3%.
“Almeno fino all’inizio della guerra nel Golfo – conclude Bertin – nel nostro territorio si era ormai arrivati sostanzialmente alla piena occupazione per cui, a rendere più complessa la ricerca della forza lavoro, anche se come abbiamo visto ci sarebbero spazi di crescita dell’occupazione, si rilevano in molti casi, oltre ai noti fattori demografici, anche difficoltà nel reperire sul mercato competenze e profili adeguati alle necessità delle imprese. A questo punto è evidente che serve un grande progetto pubblico-privato di rilancio generalizzato della formazione del capitale umano".
PADOVA 6 APRILE 2026
