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SOCIETA’ SPORTIVE DILETTANTISTICHE: PROROGA DI 10 ANNI PER L’ESCLUSIONE DAL REGIME IVA

Confcommercio Ascom Padova: “Respiro di sollievo, scongiurata la spada di Damocle della burocrazia"

La notizia è arrivata mentre, nella sede di Confcommercio Ascom Padova, era in corso un incontro proprio per valutare gli effetti della riforma fiscale che avrebbe rivoluzionato il mondo delle società sportive dilettantistiche e che sarebbe dovuta entrare in vigore il prossimo 1° gennaio.
“Invece, anche in seguito alle nostre pressioni – commenta Massimo Paggetta dell’Area Sindacale di Confcommercio Ascom Padovase ne riparlerà il 1° gennaio del 2036”.

Una proroga di dieci anni forse non si era ancora vista ma, di sicuro, è stata accolta con favore.
Dunque: il Governo ha approvato un nuovo decreto che proroga al 1° gennaio 2036 l’attuale regime di esclusione IVA per gli enti del Terzo Settore, comprese le associazioni sportive dilettantistiche (ASD/SSD).

“La misura – spiega Paggetta - garantisce stabilità a migliaia di associazioni e significa che, per i prossimi 10 anni, niente obbligo di Partita IVA, niente fatturazione elettronica obbligatoria e niente contabilità IVA complessa per le attività associative rivolte a soci e tesserati”.
Questo significa che i corrispettivi specifici (quote, contributi, rette corsi) versati da soci/tesserati restano coperti dall’esclusione IVA per cui è sufficiente rilasciare ricevute cartacee non fiscali, senza obblighi di fatturazione elettronica o registrazione IVA.
Continuano poi a valere le regole attuali per la somministrazione interna: resta possibile operare senza IVA, purché si tratti di attività complementari all’attività istituzionale.

“In sintesi – continua Paggetta - per le società sportive dilettantistiche la proroga significa almeno un decennio di “tregua fiscale”, senza obblighi abnormi e dunque con la possibilità di concentrare la propria attività sullo sport e solo sullo sport, senza la spada di Damocle della burocrazia”.

Ma cosa sarebbe cambiato senza la proroga?
Su questo, nel corso dell’incontro, erano intervenuti Luca Mattonai, tributarista esperto in SSD e Barbara Danza, commercialista esperta nel Terzo Settore, evidenziando che senza questo rinvio, dal 1° gennaio 2026 le associazioni avrebbero dovuto affrontare: l’apertura obbligatoria della Partita IVA; la fatturazione elettronica per corrispettivi specifici; la registrazione delle operazioni, la contabilità IVA, le liquidazioni e le dichiarazioni oltre che adeguare lo statuto per rispondere ai nuovi requisiti.

Va da sé che per molte piccole ASD o SSD, sarebbe stato un salto impegnativo, con rischio di esclusione o adempimenti troppo onerosi.
La proroga al 2036 – conclude Paggetta - rappresenta un vero e proprio respiro di sollievo per il mondo del non profit e dello sport dilettantistico. Ha congelato per dieci anni un cambiamento che avrebbe comportato nuovi adempimenti, costi e complessità gestionali. Questo, per ASD, SSD, APS, ODV ed enti del Terzo Settore significa poter continuare a operare con serenità, concentrarsi su sport e comunità, e rinviare decisioni difficili come l’apertura di una Partita IVA. Certo: non è una sospensione definitiva, ma il tempo è sicuramente congruo perché le società comincino a valutare come prepararsi ad una normativa con la quale, prima o poi, si dovrà comunque fare i conti”.

PADOVA 29 NOVEMBRE 2025