All’AAMA (l’Accademia di Arti e Mestieri Alimentari di Confcommercio Padova) la serata organizzata dalla FIDA, la federazione degli alimentaristi, rivela che da rito sociale il caffè diventa sempre più esperienza sensoriale
La chicca (ma forse parlando di caffè sarebbe il caso di dire: il chicco) ha riguardato i consumatori “casalinghi” di caffè alle prese col modo più idoneo per conservare il prezioso “macinato”.
Ebbene, chi nel tempo aveva fatto il “salto culturale” della conservazione dalla credenza al frigorifero, deve fare un passettino ulteriore perché il caffè va conservato … in freezer!
Riflesso, questo della conservazione casalinga, di una serata all’AAMA, l’Accademia Arti e Mestieri Alimentari di Confcommercio Padova organizzata dal Gruppo Alimentaristi Fida e dal suo presidente Oscar Semenzato che ha pensato ad un percorso formativo sul caffè e il suo linguaggio dedicato ai professionisti dell’alimentazione e pensato per esaltare al massimo le competenze di tutti coloro che non si limitano a vendere un prodotto ma vogliono conoscerne nel dettaglio qualità, tipologie e modalità di conservazione e preparazione, ma anche mono origini e nuovi sistemi di estrazione del caffè anche a freddo, per garantire al cliente la migliore esperienza di gusto.
Già, perché è notorio che gli italiani, oltre che essere un popolo di santi, poeti e navigatori, sono soprattutto un popolo di consumatori di caffè molto esigenti, decisamente abitudinari, cultori dell’espresso ma anche della moka.
Esperti o presunti tali, quel che è certo è che circa l’80% dei connazionali over 18 anni beve caffè regolarmente e alla tazzina al bar, magari di fretta e rigorosamente al banco, non ci rinuncia.
Questo dal lato consumatori. C’è poi l’aspetto professionale, fatto di qualcosa come oltre 800 torrefazioni (circa 25 quelle in provincia di Padova) sempre alla ricerca della migliore qualità e di produttori di macchine da caffè senza rivali al mondo.
La serata ha avuto come protagonista Ugo Ottolenghi, trainer per Academia HTS – Hausbrandt Trieste 1892 spa, cui è stato affidato il compito di raccontare il viaggio del caffè, le sue origini e la sua lavorazione, oltre ad analizzare le varie tipologie di caffè, le confezioni e, per l’appunto, la conservazione ottimale a casa per realizzare una moka perfetta.
“Abbiamo appurato – ha detto a commento il presidente Semenzato – come si stiano evolvendo le tendenze sull’uso del caffè in Italia che da rito sociale sta diventando sempre più “esperienza sensoriale” nel senso che alle miscele si preferiscono sempre di più le mono origini”.
PADOVA 28 FEBBRAIO 2026
