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Belluco (Figisc Ascom Confcommercio): “Una cosa inutile viene sostituita con una ancora più inutile”.
Intanto al Ministero pensano di far sparire l’indicazione del prezzo del self service rispetto a quello del servito

Dicevano i latini che errare è umano ma che perseverare è diabolico.
“Evidentemente al MIMIT, il Ministero delle Imprese e del Made in Italy questa massima non deve essere mai arrivata – commenta sarcastico Antonio Belluco, presidente dei benzinai della Figisc Ascom Confcommercio di Padova – perché altrimenti non si spiega come dopo il flop dei cartelli coi prezzi medi dei carburanti si proponga adesso l’adozione, per conoscere il prezzo medio, del QR Code: in pratica si sostituisce una cosa inutile con un’altra forse ancora più inutile, se non altro perché difficile da leggere”.
Una vera storia all’italiana quella del “cartellone”.
Imposto in fretta e furia l’anno scorso dal governo per giustificare l’aumento del prezzo dei carburanti alla pompa dovuto esclusivamente alla reintroduzione delle accise con l’obiettivo di convincere l’opinione pubblica che i prezzi erano saliti a causa di una non meglio precisata “speculazione”, il cartello aveva determinato la sollevazione dei benzinai che fin da subito avevano contestato metodo e merito del nuovo obbligo.
“Per un governo che si era insediato promettendo di combattere la burocrazia – continua Belluco – un autogol di proporzioni ciclopiche”.
A mettere una pietra tombale sul cartello ci aveva poi pensato il Consiglio di Stato che il 23 febbraio scorso ne aveva decretato l’illegittimità.
Finita così? Macche! Il ministro Urso non se l’è sentita di abbozzare e anzi, nel corso dei mesi successivi, ha decantato il valore del cartello attribuendogli il merito della riduzione dei prezzi che invece era (ed è) riconducibile al solo calo del prezzo del petrolio sui mercati internazionali.
“La verità – evidenzia il presidente della Figisc Ascom Confcommercio di Padova – è che sia il cartello che il prezzo medio non hanno mai interessato nessun automobilista che invece rivolge, giustamente, la sua attenzione al prezzo alla pompa”.
E qui, a fare il paio con l‘inutilità del nuovo QR Code (che per onestà va detto che, nei giorni della contestazione dura, era sembrata un’onorevole via d’uscita ma che alla prova dei fatti si è rivelata un’assurdità), si aggiunge, per l’automobilista, la beffa dell’eliminazione dell’obbligo della differenza di prezzo tra il self service e il servito.
“Nella bozza del DDL di riordino del settore in esame al MIMIT – conclude Belluco – l‘obbligo di differenziare il prezzo non esiste più. Una “agevolazione” che nessuno di noi ha mai chiesto e sicuramente non troverà entusiasti sostenitori fra gli automobilisti. Sinceramente, dal “riordino”, ci attendiamo qualcosa di meglio”.

PADOVA 3 SETTEMBRE 2024

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