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26/11/2019 Trasferimento della proprietà di un immobile come corrispettivo della rinuncia all’eredità: Interpello

Trasferimento della proprietà di un immobile come corrispettivo della rinuncia all’eredità: Interpello

Con Risposta ad Interpello 26 novembre 2019, n. 494, l’Agenzia delle Entrate ha chiarito che il regime di tassazione del c.d. prezzo valore è applicabile anche al trasferimento della proprietà di un immobile come corrispettivo della rinuncia all’eredità, a condizione che le parti indichino nell’atto il valore attribuito al bene da trasferire, così come previsto dall’art. 1, comma 497, Legge n. 266/2005.
Secondo l’Amministrazione finanziaria infatti tale disposizione si applica non solo alle fattispecie traslative in senso stretto, ma anche agli atti di rinuncia e ad ogni altro negozio assimilato al trasferimento per il quale la base imponibile è determinata con riferimento al valore del bene oggetto dell’atto.

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Agevolazioni tributarie ad IAP che acquistano un fondo agricolo: chiarimento dell’Agenzia

Sono riconosciute le agevolazioni previste dall’art. 2, comma 4-bis, Legge n. 194/2009, consistenti nell’applicazione delle imposte di registro ed ipotecaria nella misura fissa e dell’imposta catastale nella misura dell’1%, nonché dell’esenzione dall’imposta di bollo, all’imprenditore agricolo a titolo principale (IAP) che acquista come singolo un terreno agricolo e che entro i cinque anni lo affitti alla Società agricola semplice di cui è socio assieme al coniuge, purché continui a coltivarlo direttamente: questo quanto stabilito dall’Agenzia delle Entrate con Risposta ad Interpello 25 novembre 2019, n. 491.
Come previsto dalla Legge n. 194/2009, le agevolazioni destinate agli imprenditori agricoli decadono se, prima che siano trascorsi cinque anni dall’acquisto:

·         il fondo agricolo viene volontariamente ali enato o

·         gli imprenditori agricoli smettono di coltivarlo o di condurlo direttamente.


Nel caso di specie un imprenditore agricolo (IAP), socio di una Società agricola semplice, voleva acquistare personalmente un terreno già condotto in affitto e coltivato dalla propria Società, con l’intenzione di mantenere tale affitto.
L’Agenzia, richiamando la Risoluzione 4 luglio 2008, n. 279, ha quindi chiarito che nel caso in cui il fondo acquistato uti singuli dai soci, venga affittato, prima del decorso dei cinque anni, alla Società agricola semplice in cui i medesimi cedenti sono i soci, è possibile applicare (e mantenere) le agevolazioni tributarie previste a patto che gli stessi acquirenti continuino a coltivare direttamente il fondo.

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Infortunio sul lavoro: giudice verifica se osservanza norme antinfortunistiche avrebbe evitato l’evento

Nel caso di un operaio rimasto vittima di infortunio sul lavoro per aver posto in essere una condotta improvvisa ed estemporanea, ai fini della configurazione della responsabilità colposa del datore di lavoro, il giudice deve verificare se l’osservanza delle norme antinfortunistiche avrebbe scongiurato l’evento lesivo.
È quanto ha statuito la Corte di Cassazione con la Sentenza n. 43652/2019, secondo la quale, in tema di reato colposo, l’addebito soggettivo dell’evento antigiuridico richiede che lo stesso sia prevedibile e evitabile dal datore di lavoro con l’adozione di regole cautelari idonee.

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Cancellazione dalla Cassa forense per incompatibilità: no restituzione dei contributi integrativi versati

La Corte di Cassazione ha statuito che nel caso di cancellazione retroattiva dalla Cassa forense del soggetto che ha esercitato la professione in regime di incompatibilità, questi non può chiedere la restituzione dei contributi integrativi versati all’ente previdenziale.
Con la Sentenza n. 30571 del 22 novembre 2019, la Suprema Corte ha sottolineato che la cessazione del rapporto di lavoro non fa venir meno retroattivamente il suddetto vincolo, in quanto l’obbligo di versamento è previsto in funzione solidaristica ed è strettamente collegato alla prestazione lavorativa resa dal professionista iscritto all’albo.

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Rimborso contributi indebitamente versati: domanda alla Cassa forense prima di quella giudiziaria

In caso di avvocato che richieda la restituzione di contributi indebitamente versati alla Cassa forense, sia che si tratti di annualità che di intera posizione previdenziale, è necessario che la domanda amministrativa preceda quella giudiziale, pena l’improponibilità di quest’ultima.
È quanto ha statuito la Corte di Cassazione con la Sentenza n. 30670 del 25 novembre 2019, affermando che la previa domanda amministrativa è richiesta tutte le volte che sia fatto valere verso l’ente previdenziale un diritto previamente non riconosciuto o esercitato, in modo da consentire a quest’ultimo di valutare la pretesa al fine di evitare contenziosi inutili.

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Risarcimento pieno al lavoratore incauto in assenza di cautele preventive e formazione

La Corte di Cassazione ha affermato che ha diritto al risarcimento pieno il lavoratore infortunato nonostante abbia agito in modo incauto in occasione dell’incidente.
Con la Sentenza n. 30679 del 25 novembre 2019, la Suprema Corte ha motivato la decisione affermando che nel caso specifico il datore non aveva adottato le cautele preventive che avrebbero potuto evitare l’incidente, aveva adempiuto agli obblighi di formazione che avrebbero potuto evitare il comportamento del dipendente.

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