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Credito d'imposta ricerca e sviluppo: Legge di Stabilità 2015 |
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Tra le novità contenute nella Legge di Stabilità 2015, si segnala che sono state "riscritte" le disposizioni in materia di riconoscimento del credito d'imposta ex art. 3, D.L. n. 145/2013 a favore delle imprese che investono in attività di ricerca e sviluppo. In particolare è stato modificato il periodo di riconoscimento del beneficio, precedentemente fissato al triennio 2014 - 2016. Il credito, infatti, è ora riconosciuto per gli investimenti effettuati dal periodo d'imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2014 fino a quello in corso al 31 dicembre 2019 (generalmente quinquennio 2015 - 2019). Le modalità attuative dell'agevolazione in esame saranno definite con un apposito Decreto Ministeriale. |
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TARES dovuta anche in caso di inutilizzo del servizio: Cassazione |
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Con Sentenza 7 gennaio 2015, n. 33, la Corte di Cassazione ha chiarito che la TARES è dovuta, ai sensi dell'art. 62, D.Lgs. n. 507/1993, anche qualora l'utente non utilizzi il servizio dello smaltimento dei rifiuti. In particolare, nel caso di specie, il contribuente aveva chiesto l'esonero dal pagamento della TARES relativamente ad un garage inutilizzato. A riguardo i Giudici hanno precisato che la tassa in questione è dovuta per il solo fatto che il Comune metta a disposizione il servizio dello smaltimento dei rifiuti. |
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No al demansionamento se il dirigente rifiuta di cambiare sede di lavoro |
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A seguito di una riorganizzazione interna, veniva data la possibilità ad un dirigente di spostarsi in altra sede dell'azienda e di partecipare ad un training formativo necessario, in affiancamento ad un pari livello. Il dirigente, però, ha rifiutato il trasferimento di sede, in quanto lontana da casa, e ha adito il giudice sostenendo un demansionamento derivante dal training formativo, che è perdurato fino alla pensione. La Corte di Cassazione, con la Sentenza n. 17 pubblicata il 7 gennaio 2015, chiamata ad esprimersi nel merito del presunto demansionamento, ha ritenuto corretto l'operato dell'azienda, che si è adoperata per trovare una soluzione adatta al dirigente che doveva essere riassegnato e, sostiene la Corte, il rifiuto al trasferimento da parte del dirigente e la conseguente assegnazione ad un periodo di formazione, non hanno comportato "alcuna dequalificazione dannosa" per il dirigente stesso, cassandone il ricorso. |
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Niente licenziamento per la fruizione dell'alloggio aziendale nonostante la casa di proprietà |
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In tema di licenziamento, la Corte di Cassazione ha statuito l'illegittimità del provvedimento espulsivo nei confronti del dipendente che omette di informare il datore di lavoro di avere una casa di proprietà, continuando ad usufruire dell'alloggio aziendale messogli a disposizione. Nello specifico la Suprema Corte, con la Sentenza n. 15 del 7 gennaio 2015, ha chiarito che la mancata risposta alla lettera del datore costituisce una condotta scorretta sanzionabile, poiché contraria alle norme di correttezza e buona fede, ma il recesso risulta ingiustificato in quanto sproporzionato rispetto al fatto commesso. |
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Aumento in busta paga: superminimo o straordinario forfetizzato in funzione della condotta delle parti |
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In materia di superminimo, la Corte di Cassazione ha chiarito che il lavoratore al quale venga riconosciuta una somma di retribuzione aggiuntiva, vedrà tale ultima assumere la veste di straordinario forfetizzato o superminimo in relazione all'effettiva condotta delle parti e non esclusivamente in ragione della qualificazione data dal datore di lavoro alla soma in oggetto. Nello specifico la Suprema Corte, con la Sentenza n. 16 del 7 gennaio 2015, ha precisato che ai fini della corretta qualificazione delle somme riconosciute ai lavoratori, andrà effettuata una valutazione in merito all'effettiva volontà delle parti, nonché alle specificità del rapporto di lavoro. |
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Conversione del rapporto di lavoro: la corretta disciplina degli interessi alla luce del Collegato Lavoro |
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In materia di conversione del rapporto di lavoro, la Corte di Cassazione ha chiarito che il datore di lavoro, condannato alla conversione del rapporto di lavoro con il prestatore da tempo determinato a tempo indeterminato, sarà tenuto al riconoscimento nei confronti di quest'ultimo degli esclusivi interessi decorrenti dalla data della sentenza con cui viene disposta la conversione del rapporto. Nello specifico la Suprema Corte, con l'Ordinanza n. 25 del 7 gennaio 2015, ha precisato che ai fini della corretta qualificazione delle somme riconosciute a titolo di interessi, sarà necessario computare gli stessi a decorrere dalla data di emissione della sentenza di conversione, considerando che la somma riconosciuta al lavoratore a titolo di indennità rappresenta un forfait che ha titolo di credito da lavoro. |
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Controllo a distanza dei lavoratori: parere del Ministero del Lavoro |
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Il Ministero del Lavoro, con il Parere n. 37/0000011 del 5 gennaio 2015, ha fornito precisazioni in merito al caso di una società che intende utilizzare apparecchi portatili di geolocalizzazione e sistemi di controllo dello svuotamento dei carrelli porta volantini, al fine di implementare la qualità dei servizi offerti. In particolare, il Ministero richiama l'attenzione sulla tutela dei lavoratori ed individua gli elementi che dovranno essere accertati dalla DTL competente prima di rilasciare alla società interessata l'autorizzazione all'uso dei suddetti apparecchi (ad esempio: i dispositivi assegnati ai dipendenti non dovranno consentire né di risalire all'identità del lavoratore né di effettuare un controllo a distanza dei dipendenti). |
