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Split payment |
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Con Circolare 9 febbraio 2015, l'Agenzia delle Entrate ha dato dei chiarimenti in merito all'ambito applicativo dello split payment e al meccanismo della scissione dei pagamenti. In particolare, la Circolare precisa che:
Infine, la Circolare chiarisce che non saranno applicate sanzioni per gli errori commessi fino al 9 febbraio 2015. |
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Negata l'agevolazione "prima casa" se l'istanza di cambio residenza non è accolta: Cassazione |
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Con Sentenza 6 febbraio 2015, n. 2181, la Corte di Cassazione ha precisato che decade dall'agevolazione "prima casa" il contribuente che non ha rispettato il requisito del trasferimento di residenza, in quanto l'istanza presentata non è stata accolta dal Comune. A nulla rileva, inoltre, l'accoglimento della seconda istanza di trasferimento della residenza in quanto ".al momento dell'acquisto della "prima casa" la condizione del trasferimento della residenza [.] non era [.] stata ancora posta in essere e i contribuenti non avevano pertanto diritto all'agevolazione." |
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770 non sufficiente a dimostrare l'omesso versamento delle ritenute |
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La Corte di Cassazione, con la Sentenza n. 5736 del 9 febbraio 2015, ha affermato che per configurare il reato di omesso versamento delle ritenute non è sufficiente, per l'accusa, provare la presentazione del modello 770, ma è necessario dimostrare il rilascio del CUD al lavoratore. Coerentemente ad altre sentenze emesse dalla medesima Corte, i giudici supremi hanno ribadito che il rilascio della certificazione ai sostituiti costituisce elemento essenziale per la configurabilità del reato in parola che, pertanto, non può essere provato con la sola presentazione del modello 770 da parte del datore di lavoro. |
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Collocamento obbligatorio: in caso di avvio al lavoro la mancata assunzione dà diritto al risarcimento del danno |
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In materia di collocamento obbligatorio, la Corte di Cassazione ha chiarito che, qualora il datore di lavoro proceda ad avviare al lavoro il dipendente iscritto nelle apposite liste di assunzione obbligatoria, la successiva mancata assunzione del prestatore comporta il diritto per quest'ultimo al risarcimento. Nello specifico la Suprema Corte, con la Sentenza n. 2383 del 9 febbraio 2015, ha precisato che la somma da riconoscere al lavoratore dovrà corrispondere alle retribuzioni che sarebbero spettate allo stesso in caso di assunzione, rimanendo a carico del datore l'eventuale prova in tema di aliunde perceptum o di negligenza nella ricerca di altra occupazione. |
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Condanna del datore per l'infortunio del lavoratore in caso di mancanza nel Duvri dei rischi dell'appalto interno |
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In tema di sicurezza sul lavoro, la Corte di Cassazione ha statuito la condanna del datore-committente per l'infortunio occorso all'operaio, in quanto nell'elaborazione e redazione del documento unico di valutazione dei rischi (Duvri) non ha considerato il rischio di interferenze con l'esecuzione dell'appalto. Nello specifico la Suprema Corte, con la Sentenza n. 5857 del 9 febbraio 2015, ha precisato che, in materia di valutazione del rischio (art. 26 del D.Lgs n. 81/2008) e di documento unico di valutazione dei rischi interferenti, il datore deve tener conto della presenza di ditte o di lavoratori autonomi terzi operanti nell'ambiente di lavoro contestualmente all'effettuazione dei lavori affidati in appalto. |
