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Modello EAS per variazioni intervenute nel 2014 |
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Il prossimo 31 marzo 2015 scade il termine entro cui gli enti non commerciali sono tenuti a presentare il modello EAS per comunicare le variazioni intervenute nel 2014 rispetto ai dati già comunicati. Per beneficiare delle agevolazioni fiscali di cui all'art. 148, TUIR e art. 4, D.P.R. n. 633/72 (non imponibilità ai fini delle imposte sui redditi ed ai fini IVA di corrispettivi, quote e contributi), infatti, gli enti non commerciali devono:
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Richiesta di rimborso IVA possibile entro due anni dal versamento: Cassazione |
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Con Sentenza 12 marzo 2015, n. 5014, la Corte di Cassazione ha precisato che la richiesta del rimborso IVA a fronte di una detrazione omessa deve essere presentata entro due anni dal versamento. A tale proposito, i Giudici hanno precisato che non ha alcun valore "la sentenza della Corte di giustizia che ha assunto una diversa posizione, con un cambio di rotta giurisprudenziale". |
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Preavviso a disposizione delle parti |
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Nulla vieta al datore di lavoro e al lavoratore di concordare un periodo di preavviso maggiore rispetto a quello previsto dal contratto nazionale per il livello di inquadramento del dipendente, soprattutto se a fronte di tale maggior durata il lavoratore beneficia di un aumento o di una promozione, né viene violato in alcun modo l'articolo 2118 del codice civile. L'azienda fidelizza così il dipendente, anche a fronte della difficoltà di sostituirlo. Con la Sentenza n. 4991 pubblicata il 12 marzo 2015, la Corte di Cassazione ha validato questo principio, con la conseguente dichiarazione della legittimità dell'operato dell'azienda, nel momento in cui ha trattenuto al lavoratore le somme dei mesi accordati, visto il mancato rispetto dell'accordo da parte del lavoratore. |
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Risarcito il dipendente ammalatosi per l'emarginazione attuata nei suoi confronti dal datore |
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La Corte di Cassazione ha statuito la responsabilità del datore di lavoro che emargina progressivamente il dipendente in azienda, privandolo di mansioni e degli strumenti di lavoro, tanto da contribuire a determinarne lo stato di malattia. Nello specifico la Suprema Corte, con la Sentenza n. 4992 del 12 marzo 2015, ha chiarito che il lavoratore va risarcito dal datore, in quanto quest'ultimo, a causa della sua condotta, risponde della violazione degli obblighi di sicurezza (art. 2087 c.c.). |
