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26/11/2014 - Allineata l'IVAFE all'imposta di bollo: Legge europea 2013-bis in G.U

Allineata l'IVAFE all'imposta di bollo: Legge europea 2013-bis in G.U

È stato pubblicata sul S.O. n. 83/L alla Gazzetta Ufficiale 10 novembre 2014, n. 261, la Legge 30 ottobre 2014, n. 161 recante disposizioni per l'adempimento degli obblighi derivanti dall'appartenenza dell'Italia all'Unione europea - Legge europea 2013-bis.

In particolare, con tale testo normativo sono stati rivisti:

  • i presupposti impositivi dell'IVAFE, ora allineati a quelli dell'imposta di bollo dovuta su alcune attività finanziarie intrattenute in Italia nonché
  • l'ambito oggettivo di applicazione. A tale riguardo è stato precisato che l'IVAFE non si applica più sulle attività finanziarie ma sui prodotti finanziari, sui conti correnti e libretti di risparmio detenuti all'estero dalle persone fisiche residenti nel territorio dello Stato.

 

Le imposte sono dovute anche se l'intermediario non presenta la dichiarazione: Cassazione

Con Sentenza 19 novembre 2014, n. 24611, la Corte di Cassazione ha chiarito che l'infedeltà dell'intermediario che, incaricato del pagamento dell'imposta e della trasmissione della dichiarazione dei redditi, ometta di provvedervi, non esonera il contribuente dal pagamento dell'imposta stessa, rimanendo non dovuti soltanto gli interessi e le sanzioni.

L'infedele e doloso comportamento dell'intermediario non costituisce infatti esonero da responsabilità del contribuente, che rimane quindi obbligato al versamento delle imposte.

 

Limite per le assunzioni a termine riferito al totale dei contratti a tempo indeterminato

In materia di rapporto di lavoro a tempo determinato, la Corte di Cassazione ha statuito che la soglia massima di contingentamento dei contratti a termine indicata dal CCNL va riferita al numero totale degli addetti a tempo indeterminato dell'azienda e non soltanto ai dipendenti svolgenti le medesime mansioni del singolo lavoratore.

Nello specifico la Suprema Corte, con la Sentenza n. 25022 del 25 novembre 2014, ha precisato che deve essere privilegiata l'interpretazione letterale del contratto collettivo nazionale di lavoro, quando risulta sufficiente a chiarire il significato della norma pattizia, la quale con la percentuale di contingentamento intende costituire un contrappeso agli ampi poteri degli accordi fra datore e sindacati.

Perde l'autocontrollo: licenziamento legittimo

La Corte di Cassazione ha ritenuto giustificato il licenziamento operato dal datore di lavoro nei confronti di un dipendente che, in uno scatto d'ira, ha scagliato la propria scrivania contro un collega, senza poi prestargli soccorso e, anzi, abbandonando il posto di lavoro.

I giudici del palazzaccio, con la Sentenza n. 25015 pubblicata il 25 novembre 2014 dalla sezione lavoro, hanno legittimato il provvedimento espulsivo adottato dal datore, in quanto l'intenzionale aggressione al collega e la conseguente dimostrazione di una ridotta capacità di autocontrollo nell'ambiente lavorativo, nonché l'addebito dell'abbandono del posto di lavoro, sono giudicati troppo gravi per ribaltare il verdetto della corte territoriale.