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29/01/2014 - Pos: obbligo di installazione rinviato a giugno 2015

Pos: obbligo di installazione rinviato a giugno 2015

A solo un giorno dalla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del Decreto 24 gennaio 2014 recante disposizioni in merito all'applicazione dei pagamenti mediante carte di debito, è stato annunciato un emendamento, con il quale si rinvia al 1° giugno 2015 l'obbligo per i professionisti di dotarsi del POS.

È stato inoltre precisato che detta proroga riguarda anche imprese, prestatori di servizi e venditori di prodotti.

Pubblicata la revisione della bozza del principio contabile OIC 15

In data 28 gennaio 2014 è stata pubblicata per la consultazione la proposta di integrazione alla bozza del principio contabile OIC n. 15 relativa al mantenimento o alla cancellazione di un credito in bilancio.

In merito è stato disposto quanto segue:

  • la cancellazione del credito deve avvenire quando i diritti contrattuali sui flussi finanziari derivanti dal rapporto obbligatorio si estinguono oppure sono trasferiti insieme a tutti i rischi ad esso connessi;
  • il mantenimento dello stesso, invece, contrariamente a quanto avveniva prima, deve obbligatoriamente avvenire nell'ipotesi in cui non si trasferiscano sostanzialmente tutti i rischi sia a seguito di una cessione pro solvendo sia inerenti ad un rapporto.
La soluzione si adegua peraltro con i principi contabili internazionali permettendo in questo modo un'applicazione uniforme delle disposizioni tributarie in tema di perdite.

Omesso versamento delle ritenute certificate non configurabile per la mera mancanza di liquidità

La Corte di Cassazione, con la Sentenza n. 3689 del 28 gennaio 2014, ha annullato la sentenza di condanna per il reato di omesso versamento di un imprenditore accusato di non aver versato le ritenute certificate e operate nei confronti dei dipendenti, riducendo la violazione al mero dolo generico essendo questi consapevole del debito verso l'erario.

I giudici della Suprema Corte, infatti, hanno affermato che il reato di omesso versamento da un lato necessita della prova certa, fornita dagli organi ispettivi, che il presunto colpevole non abbia effettivamente pagato le imposte e non presumendolo per fatti contingenti (la mancanza di liquidità); dall'altro, che il reato di omesso versamento delle ritenute operate ai lavoratori dipendenti, per il sostituto d'imposta, si configura solamente alla scadenza del termine per la presentazione della dichiarazione annuale.

Recesso del datore di lavoro legittimo se la malattia del dipendente diviene assenteismo

In materia di licenziamento per giusta causa, la Corte di Cassazione ha statuito la piena legittimità del provvedimento espulsivo nei confronti del dipendente assenteista per lunghi periodi a causa della malattia e che assume comportamenti scorretti che impediscono la prosecuzione del rapporto di lavoro.

Nello specifico la Suprema Corte, con la Sentenza n. 1777 del 28 gennaio 2014, ha precisato che il recesso del datore è giustificato, in quanto la conservazione del posto durante la malattia non ha ragion d'essere in presenza di una condotta di tale gravità da non consentire nemmeno temporaneamente la continuazione del rapporto. Inoltre, si sottolinea che la malattia sospende l'efficacia del licenziamento per giustificato motivo o il decorso del periodo di preavviso (se la malattia stessa è intervenuta durante tale periodo). Pertanto, il licenziamento che non sia disposto per giusta causa, durante lo stato di malattia è sospeso fino alla guarigione e da quel momento riprende la sua efficacia.

Cassazione: lo stato d'insolvenza non libera dall'omesso versamento delle ritenute previdenziali

Con la Sentenza n. 3705 del 28 gennaio 2014, la Corte di Cassazione interviene in merito alla responsabilità penale dell'omesso versamento dei contributi c/dipendente trattenuti, nel caso di azienda in grave stato di insolvenza.

In particolare la Suprema Corte ha stabilito che nel caso in cui l'azienda non avesse avuto abbastanza risorse per adempiere contemporaneamente

  • ai suo obblighi retributivi nei confronti dei dipendenti e
  • contributivi nei confronti dell'INPS,
avrebbe dovuto erogare compensi ridotti in modo da riuscire a versare le ritenute previdenziali calcolate su detti compensi inferiori al dovuto.