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05/11/2014 - Cantine e soffitte escluse dalla superficie dell'abitazione ai fini prima casa: Cassazione

Cantine e soffitte escluse dalla superficie dell'abitazione ai fini prima casa: Cassazione

Con Ordinanza 4 novembre 2014, n. 23507 la Corte di Cassazione ha chiarito che, ai fini dell'agevolazione prima casa, nel calcolo della superficie utile dell'immobile non devono essere considerate cantine e soffitte, nonché la superficie esterna in quanto condominiale.

Tali eccezioni sono infatti esplicitamente previste dal D.M. 2 agosto 1969, che individua le caratteristiche delle abitazioni di lusso, escluse dall'agevolazione prima casa.

 

Possibile opporsi al silenzio rifiuto del rimborso anche prima dei quattro anni dalla dichiarazione: Cassazione

Con Sentenza 4 novembre 2014, n. 23506, la Corte di Cassazione ha precisato che il contribuente può agire contro il silenzio rifiuto relativo all'istanza di rimborso del credito risultante dalla dichiarazione dei redditi anche prima di quattro anni dalla presentazione della stessa, ossia il periodo entro cui l'Amministrazione Finanziaria può effettuare il controllo formale o cartolare di UNICO.

In particolare, è stato chiarito che

  • il termine di cui all'art. 36-bis, D.P.R. n. 600/1973, termine per la liquidazione delle imposte;
  • il termine di cui all'art. 43, D.P.R. n. 600/1973, relativo all'accertamento,
non impediscono al contribuente, che vanta un diritto al rimborso per crediti esposti in dichiarazione, di opporsi al silenzio del Fisco sulla richiesta di rimborso formulata in sede di dichiarazione dei redditi.

 

Niente attenuanti per l'omissione contributiva

La Corte di Cassazione ha confermato il giudizio della corte territoriale che aveva escluso il riconoscimento delle attenuanti che comportano uno sconto di pena in caso di omissione contributiva, anche se il debito verso l'INPS è di importo ridotto.

Con la Sentenza n. 45460 pubblicata il 4 novembre 2014, i giudici della Cassazione hanno infatti precisato che il reato contestato non è tra quelli che offendono il patrimonio, caso per il quale è possibile la riduzione, ma l'interesse pubblico costituzionalmente tutelato e pertanto, nella fattispecie, non può trovare applicazione la riduzione della pena.

 

INAIL: ripresa dei versamenti e degli adempimenti per gli alluvionati di Modena e Veneto

L'INAIL, con la Nota n. 7080 del 3 novembre 2014, ricorda che, dopo il periodo di sospensione, il 17 novembre 2014 riprendono gli adempimenti ed i versamenti da parte dei soggetti colpiti dagli eventi alluvionali ed atmosferici verificatesi in Emilia Romagna e in Veneto.

Più precisamente, per il versamento delle somme dovute, da effettuarsi in unica soluzione, gli interessati devono indicare nel modello F24 il numero

  • 999165 per i premi sospesi a seguito degli eventi alluvionali del 17 - 19 gennaio 2014 nei territori dell'Emilia Romagna, e
  • 999167 per i premi sospesi a seguito degli eventi atmosferici dal 30 gennaio al 18 febbraio 2014 nei territori del Veneto.

 

Periodo di prova: ammissibile il doppio periodo in caso di nuovo contratto

In materia di periodo di prova, la Corte di Cassazione ha chiarito che deve considerarsi ammissibile la scelta del datore di lavoro di sottoporre il rapporto con il dipendente ad un nuovo periodo di prova, anche in presenza delle medesime mansioni già svolte. Nel particolare il nuovo periodo di prova riguarda l'assunzione del medesimo lavoratore con le medesime mansioni, ma con un contratto a tempo indeterminato.

Nello specifico la Suprema Corte, con la Sentenza n. 23381 del 3 novembre 2014, ha precisato che la legittimità del nuovo patto di prova trova la sua ragion d'essere nella necessità del datore di verificare in maniera più approfondita le competenze e le attitudini del lavoratore a fronte di un'assunzione a tempo indeterminato.

Trasferimento della grande impresa: perdita del posto per mancata accettazione di condizioni peggiorative

In tema di cessione d'azienda, la Corte di Cassazione ha statuito che, nell'ipotesi di vendita delle grandi imprese in crisi secondo la legge Prodi bis, il lavoratore può perdere il posto di lavoro qualora non accetti le condizioni peggiorative fissate nell'accordo.

Nello specifico la Suprema Corte, con la Sentenza n. 23473 del 4 novembre 2014, ha precisato che in tale particolare cessione di ramo d'azienda con trasferimento parziale dei dipendenti è consentita la deroga al principio del mantenimento dei diritti dei lavoratori (art. 2112 c.c.), in quanto l'obiettivo è la salvaguardia dei posti di lavoro e sussiste un accordo collettivo fra le parti sociali a garanzia dell'operazione.