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05/11/2014 - Variazione della denominazione della carta di circolazione: Circolare Ministero Interno

Variazione della denominazione della carta di circolazione: Circolare Ministero Interno

Con Circolare 31 ottobre 2014, n. 300/A/7812/14/106/16, il Ministero dell'Interno ha fornito chiarimenti in merito alle nuove disposizioni in materia di variazione della denominazione o delle generalità dell'intestatario della carta di circolazione e di intestazione temporanea dei veicoli.

In particolare, è stato confermato che, a partire dal 3 novembre 2014, sul libretto di circolazione dell'auto:

  • l'uso promiscuo del veicolo nell'ambito familiare non deve essere annotato;
  • è obbligatorio, invece, annotare l'utilizzatore esclusivo del veicolo per più di 30 giorni.

 

Il criterio del valore catastale è applicabile anche alle abitazioni acquistate all'asta: Risoluzione

Con Risoluzione 3 novembre 2014, n. 95, l'Agenzia delle Entrate ha chiarito che, in caso di acquisto per asta pubblica di un immobile abitativo, alla luce della Sentenza della Corte Costituzionale 23 gennaio 2014, n. 6, il contribuente ha diritto al rimborso della maggiore imposta di registro versata a seguito della liquidazione dell'imposta sulla base del prezzo di aggiudicazione dell'immobile, anziché del valore catastale.

Gli effetti della Sentenza della Corte Costituzionale si producono infatti anche con riferimento ai rapporti sorti anteriormente alla declaratoria di illegittimità, purché non esauriti.

Nel caso di specie, il rimborso dell'imposta di registro deve essere richiesto, a pena di decadenza, entro i tre anni dal giorno del pagamento ovvero, se posteriore, da quello in cui è sorto il diritto alla restituzione.

 

Legittimo il licenziamento del lavoratore che fa sesso sul lavoro

In materia di licenziamento, la Corte di Cassazione ha confermato il licenziamento per motivi disciplinari operato da un'azienda nei confronti di un lavoratore addetto alla stazione di servizio sorpreso a fare sesso durante l'orario di lavoro, abbandonando così il luogo di lavoro e venendo meno ai suoi obblighi contrattuali.

Nel caso in specie, la Sentenza n. 23378 del 3 novembre 2014 ha precisato che il provvedimento disciplinare adottato dal datore va valutato alla luce della causale dell'abbandono del servizio e rispetto alla natura dei compiti di vigilanza, controllo e sicurezza affidati al lavoratore. Così, il licenziamento è giudicato proporzionale alla mancanza del lavoratore, in quanto la sua condotta è stata valutata potenzialmente lesiva della sicurezza degli utenti della stazione di servizio.

Il datore che si avvale illegittimamente di un conguaglio fiscale è colpevole di truffa

Secondo la Corte di Cassazione il comportamento del datore di lavoro, che si avvale illegittimamente di un conguaglio fiscale mediante indicazione a credito nel modello DM 10 di assegni mai erogati, integra il reato di truffa e non soltanto un'indebita compensazione.

Nello specifico la Suprema Corte, con la Sentenza n. 45225 del 3 novembre 2014, ha statuito la sussistenza del più grave delitto di truffa, in quanto la compilazione del DM 10 con dichiarazioni false riguardanti la corresponsione al lavoratore di un'indennità di disoccupazione, di maternità, assegni familiari o altra indennità a carico dell'ente previdenziale, induce in errore l'istituto sul diritto al conguaglio di dette somme, realizzando così un ingiusto profitto e non una semplice evasione contributiva.