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Avviso di accertamento nullo in mancanza di allegazione di atti essenziali: Cassazione |
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Con Sentenza 3 ottobre 2014, n. 20928, la Corte di Cassazione ha chiarito che è obbligatorio allegare all'avviso di accertamento il Pvc predisposto a seguito di verifica fiscale e tutti gli altri atti indicati nel provvedimento, solo se tali documenti sono essenziali per esplicare al contribuente le ragioni della pretesa tributaria. La mancanza di tali atti comporta la nullità dell'avviso stesso. Viceversa, nel caso in cui la documentazione ha solo una funzione "integrativa" della pretesa tributaria, non è previsto l'obbligo di allegazione e, quindi, non può esserci la nullità dell'avviso di accertamento. |
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IRAP anche per il professionista che si avvale di praticanti retribuiti: Cassazione |
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Con Sentenza 3 ottobre 2014, n. 20907, la Corte di Cassazione ha precisato che il professionista che si avvale della collaborazione di praticanti retribuiti è tenuto al versamento dell'IRAP. In particolare, è stato chiarito che nonostante fosse presente un solo tirocinante, il requisito dell'autonoma organizzazione sussisteva in quanto le spese per le prestazioni di lavoro dipendente per collaboratori rappresentano un "quid pluris" rispetto all'attività del professionista. |
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Licenziamento: lede la privacy l'uso di informazioni personali "rubate" su internet |
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In materia di licenziamento, la Corte di Cassazione ha stabilito l'impossibilità di utilizzare dati personali sulla vita sessuale dei lavoratori raccolti su siti internet al fine di motivare il provvedimento espulsivo, nonostante tali dati siano stati immessi in detti siti dal dipendente e pertanto dallo stesso "resi pubblici". Con la Sentenza n. 21107 pubblicata il 7 ottobre 2014, la Suprema Corte ha pertanto rigettato le conclusioni del sostituto procuratore generale, accogliendo il ricorso del Garante della privacy contro l'utilizzo delle informazioni sensibili da parte della provincia/datrice di lavoro: utilizzare le informazioni acquisite "spiando" i comportamenti sessuali del lavoratore su internet è contrario al codice della privacy e al regolamento adottato dall'ente, che pertanto non può licenziare il lavoratore basandosi sul fatto che il prostituirsi di costui lede l'immagine dell'ente locale. |
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Appalto: spetta al subentrante il pagamento dell'indennità per mancato preavviso |
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In materia di appalto, la Corte di Cassazione ha chiarito che in caso di passaggio diretto il datore di lavoro cessionario è tenuto al pagamento delle somme previste per indennità di mancato preavviso nei confronti dei lavoratori ceduti. Nello specifico la Suprema Corte, con la Sentenza n. 21092 del 7 ottobre 2014, ha precisato che l'eventuale presenza, come nel caso di specie, di un accordo sindacale volto a concordare la riassunzione dei lavoratori non risulta idoneo a sgravare il datore subentrante dall'obbligo di indennizzo. |
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Settore del credito: precisazioni sull'istituzione del Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza |
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La Commissione ministeriale in materia di sicurezza sul lavoro, in risposta all'Interpello n. 17 del 6 ottobre 2014 formulato dall'ABI e dalle Segreterie Nazionali dei Sindacati firmatari del contratto collettivo del credito, ha precisato che:
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Modalità di istituzione del RLS e scadenza dell'incarico |
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La Commissione per gli Interpelli in materia di salute e sicurezza sul lavoro, in risposta ad un quesito avanzato dall'Unione Sindacale di Base (USB) dei Vigili del Fuoco, con l'Interpello n. 16 del 6 ottobre 2014 ha fornito alcuni chiarimenti in merito alla nomina, revoca e durata in carica dei Rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza (RLS). In particolare, nel caso di azienda con più di 15 lavoratori le modalità di elezione o designazione del RLS sono oggetto di regolamentazione da parte della contrattazione collettiva di riferimento e, qualora la stessa non sia ancora esistente e la precedente non sia più efficace, continua a trovare applicazione la precedente disciplina contrattuale in regime di ultrattività. Pertanto, ai RLS il cui mandato sia scaduto, perché riferito ad una contrattazione collettiva a sua volta giunta a scadenza, è consentito continuare a svolgere le proprie funzioni (fino alla successiva regolamentazione contrattuale), con applicazione nei loro confronti delle previsioni in tema di consultazione e partecipazione dei lavoratori di cui al D.Lgs n. 81/2008. |
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Aggiornamento professionale del Coordinatore per la sicurezza |
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La Commissione ministeriale in materia di sicurezza sul lavoro, in risposta all'Interpello n. 19 del 6 ottobre 2014 formulato dalla Federcoordinatori, ha precisato che:
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Dotazione del SPP: assegnazione di un budget per svolgere i compiti in materia di sicurezza |
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La Commissione per gli interpelli sulla sicurezza sul lavoro, nell'Interpello n. 22 del 6 ottobre 2014, in merito alla richiesta se la previsione di un budget di spesa possa essere ricompreso tra i mezzi adeguati di cui deve dotarsi il Servizio di Prevenzione e Protezione interno nell'espletamento dei propri compiti chiarisce che: "Le previsioni dell'art. 31, comma 2, del D.Lgs. n. 81/2008 sono dirette ad assicurare che il Servizio di prevenzione e protezione disponga di tutto quanto necessario allo svolgimento dei compiti di cui all'art. 33, comma 1, avuto riguardo alla complessità aziendale e ai rischi presenti. In relazione alle modalità per realizzare tali finalità, la scelta di assegnare un budget è rimessa alla discrezionalità dell'organizzazione aziendale." |
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Individuazione del RLS nell'ambito delle rappresentanze sindacali aziendali |
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Con l'Interpello n. 20 del 6 ottobre 2014, la Commissione per gli Interpelli in materia di salute e sicurezza sul lavoro ha risposto ad un quesito del Consiglio Nazionale dell'Ordine dei Consulenti del Lavoro, in merito all'obbligo di appartenenza del rappresentante dei lavoratori per la sicurezza (RLS) alla rappresentanza sindacale aziendale (RSA). Secondo il Ministero del Lavoro, nelle aziende o unità produttive con più di 15 lavoratori l'eleggibilità del rappresentante fra i lavoratori non appartenenti alle RSA è ammessa soltanto quando in azienda non sia presente una rappresentanza sindacale, così come previsto dalla normativa. |
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Visite mediche al di fuori degli orari di lavoro: il dipendente è comunque considerato in servizio |
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La Commissione ministeriale in materia di sicurezza sul lavoro, in risposta all'Interpello n. 18 del 6 ottobre 2014 formulato dall'unione sindacale di Base dei Vigili del Fuoco, ha precisato che:
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Attività in ambienti confinati: i chiarimenti sull'attività di vigilanza e informazione |
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La Commissione per gli interpelli sulla sicurezza sul lavoro, nell'Interpello n. 23 del 6 ottobre 2014, in merito all'attività di vigilanza richiesta al rappresentante del datore di lavoro committente chiarisce che la sua presenza direttamente sul luogo di lavoro, in cui si effettuano le attività lavorative all'interno degli ambienti sospetti di inquinamento o confinati, deve essere valutata dal datore di lavoro committente e specificata nella procedura adottata. Inoltre, in merito agli obblighi di informazione nei contratti di appalto, il datore di lavoro committente deve valutare, caso per caso, anche e soprattutto sulla base del tempo trascorso dall'ultimo accesso e della possibilità che le condizioni dei siti sospetti di inquinamento o confinati si siano modificate, se l'informazione già necessariamente erogata anche per quel singolo e specifico sito debba, o meno, essere ripetuta. |
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Criteri per lo svolgimento di attività di docente nei corsi in materia di sicurezza sul lavoro |
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In risposta ad un quesito del Consiglio Nazionale dell'Ordine dei Consulenti del Lavoro, la Commissione per gli Interpelli in materia di salute e sicurezza sul lavoro, con l'Interpello n. 21 del 6 ottobre 2014, ha fornito indicazioni sui criteri di qualificazione della figura del docente formatore contenuti nel decreto 6 marzo 2013. In particolare, il Ministero del Lavoro precisa che, indipendentemente dall'iscrizione o meno ad un albo professionale dell'aspirante docente, lo stesso deve dimostrare con qualsiasi documentazione idonea, e non con una semplice autodichiarazione, di possedere tutti i requisiti richiesti. |
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Licenziato il responsabile del personale per l'alterazione della lettera di assunzione |
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In materia di licenziamento per giusta causa, la Corte di Cassazione ha statuito la piena legittimità del provvedimento espulsivo nei confronti del capo del personale che, arbitrariamente, ha alterato la lettera di assunzione di un altro dipendente, a meno che lo stesso non provi la sussistenza di eventuali cause giustificative del suo comportamento. Nello specifico la Suprema Corte, con la Sentenza n. 21079 del 7 ottobre 2014, ha chiarito che il recesso del datore di lavoro è giustificato, in quanto risulta irrimediabilmente compromesso il rapporto fiduciario tra le parti. |
