Home

10/02/2014 - La pertinenza sconta l'IVA ordinaria se venduta con atto separato

La pertinenza sconta l'IVA ordinaria se venduta con atto separato

Con Ordinanza 28 gennaio 2014, n. 1735, la Corte di Cassazione ha chiarito che il costruttore di un edificio che vende i box auto con atto separato e non contestuale a coloro che sono già proprietari degli appartamenti deve applicare l'aliquota IVA ordinaria.

In particolare, per fruire dell'aliquota agevolata il contribuente avrebbe dovuto dimostrare che le pertinenze fossero state costruite sin dall'origine assieme agli appartamenti (vincolo di pertinenzialità) o fossero previste da uno specifico programma di fabbricazione per aree urbane del Comune.

Cassazione: imponibilità IRAP anche per l'imprenditore familiare

Con Sentenza 27 gennaio 2014 n. 1537, la Corte di cassazione ha stabilito che è soggetto passivo IRAP anche l'imprenditore familiare, secondo l'elencazione contenuta nell'art 3 D.Lgs. n. 446/1997, in quanto tale tributo non si fonda sulla produzione del reddito o sul patrimonio in sé ma sul concetto di autonoma organizzazione.

A differenza dell'imprenditore commerciale non sono soggetti passivi, i collaboratori familiari dell'imprenditore che non incidono sullo status di autonomia ma apportano dal punto di vista economico un mero incremento di ricchezza comportando in questo modo un differente trattamento fiscale.

Colf e badanti: aggiornati i minimi retributivi

In data 6 febbraio 2014, la Commissione nazionale prevista dall'art. 44 del CCNL per i lavoratori domestici, ha aggiornato, come ogni anno, i relativi minimi retributivi.

I nuovi importi sono validi dal 1° gennaio 2014 e comprendono anche i valori convenzionali di vitto e alloggio.

Tempo-tuta retribuito dal datore di lavoro nel silenzio del CCNL

Secondo la Corte di Cassazione il tempo necessario agli operai per le operazioni di vestizione e svestizione (dieci minuti in più all'entrata e all'uscita del turno), nel silenzio del contratto collettivo di categoria, va retribuito da parte del datore di lavoro, risultando inutile invocare gli accordi aziendali che non possono essere riferiti alla fase preparatoria della giornata di lavoro.

Nello specifico la Suprema Corte, con la Sentenza n. 2837 del 7 febbraio 2014, ha chiarito che nel rapporto di lavoro sussiste una fase preparatoria, riguardante prestazioni o attività strumentali, autonomamente esigibili dal datore di lavoro; pertanto, al tempo impiegato dal lavoratore per indossare gli abiti da lavoro (estraneo a quello destinato alla prestazione lavorativa finale) l'azienda deve corrispondere una retribuzione aggiuntiva.

Cassazione: con la crisi prima gli stipendi e poi le ritenute

Con la Sentenza n. 5905 del 2014 la Corte di Cassazione è nuovamente intervenuta in merito alla scelta del datore di lavoro di prediligere il pagamento delle retribuzioni ai propri dipendenti in luogo del versamento delle ritenute, nel caso in cui non vi sia abbastanza liquidità a seguito di dimostrabile situazione di crisi.

Nello specifico la Suprema Corte ha stabilito che,

  • se la grave crisi di liquidità è documentabile,
  • non può essere imputato l'automatico "dolo" nei confronti del datore di lavoro
che prediliga il pagamento delle retribuzioni al versamento delle relative imposte a suo tempo ritenute.