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17/10/2014 - Dal 2015 cambia la disciplina del ravvedimento operoso: Legge di Stabilità 2015(bozza)

Dal 2015 cambia la disciplina del ravvedimento operoso: Legge di Stabilità 2015 (bozza)

La bozza del Disegno di Legge di Stabilità 2015, attualmente sotto esame a Bruxelles, interviene in modo rilevante sul ravvedimento operoso, innovandone la materia.

In particolare, alla disciplina ad oggi applicabile, che rimarrà in vigore, vengono aggiunte nuove riduzioni delle sanzioni, unite ad una forbice temporale più ampia per regolarizzare gli errori.

Oltre agli sconti attualmente applicabili, quindi, la sanzione in caso di ravvedimento operoso sarà ridotta:

  • ad un nono del minimo, se la regolarizzazione avviene entro 90 giorni dal termine di presentazione della dichiarazione/dall'omissione o dall'errore, se non è prevista la dichiarazione periodica;
  • ad un settimo del minimo, se la regolarizzazione avviene entro il termine per la presentazione della dichiarazione successiva a quello nel corso del quale è stata commessa la violazione/entro due anni dall'omissione o dall'errore, se non è prevista la dichiarazione periodica;
  • ad un sesto del minimo, se la regolarizzazione avviene oltre il termine per la presentazione della dichiarazione successiva a quello nel corso del quale è stata commessa la violazione/oltre due anni dall'omissione o dall'errore, se non è prevista la dichiarazione periodica.
Gli omessi versamenti risultanti dalla dichiarazione potranno essere regolarizzati entro i termini previsti per l'accertamento, a patto che non siano stati notificati avvisi bonari, cartelle o avvisi di accertamento; accessi, ispezioni o verifiche invece, non precluderanno la possibilità di ravvedersi.

 

Legge Stabilità 2015: il nuovo regime forfetario per le partite IVA

All'interno del Disegno di Legge di Stabilità 2015, approvato dal Consiglio dei Ministri (si veda Seacinfo di ieri), è prevista l'introduzione di un nuovo regime forfetario per le partite IVA.

Le principali caratteristiche del suddetto regime possono essere così riassunte:

  • imposta forfettizzata del 15%, con limite dei ricavi differenziato per settore di attività;
  • esclusione dalla tenuta delle scritture contabili e dall'applicazione della ritenuta d'acconto, degli studi di settore, dell'IVA (salvo opzione);
  • possibilità di adesione a tempo illimitato.
Attualmente sembra essere prevista anche un'agevolazione dal punto di vista contributivo, prevedendo la non applicazione del livello minimo imponibile.

Il nuovo regime fiscale agevolato sostituirà tutti quelli esistenti in maniera graduale.

 

La compiuta giacenza prova la mancata comunicazione

La Corte di Cassazione, con la Sentenza n. 43308 pubblicata il 16 ottobre 2014, ribaltando il giudizio della Corte d'Appello, ha sentenziato che la compiuta giacenza presso l'ufficio postale della raccomandata contenente l'avviso di accertamento dell'INPS, e la conseguente restituzione della stessa all'Istituto previdenziale da parte delle poste, prova la mancata comunicazione al destinatario.

Nel caso in specie, pertanto, viene accolto il ricorso dell'imprenditore accusato del mancato pagamento dei contributi previdenziali dei propri dipendenti, che non è punibile per il reato di omissione contributiva in quanto, per l'appunto, manca la prova documentale dell'avvenuta comunicazione, non potendosi questa basare solamente sulle prove testimoniali.

Malattia per cause di servizio: risarcimento danni agli eredi del lavoratore

Secondo la Corte di Cassazione nell'ipotesi di decesso del lavoratore per malattia contratta per cause di servizio, agli eredi spetta la liquidazione del c.d. danno catastrofale, ossia la sofferenza patita dal de cuius fra l'insorgere della patologia ed il decesso, in quanto rientra nei danni non patrimoniali (art. 2059 c.c.).

Inoltre, la Suprema Corte, con la Sentenza n. 21917 del 16 ottobre 2014, ha precisato che agli eredi deve essere risarcito, in via autonoma, anche il danno esistenziale connesso con la perdita del rapporto parentale, relativo alle alterazioni dell'esistenza futura del familiare superstite: si tratta di una lesione distinta dal danno morale, che riguarda le mere sofferenze psichiche derivanti dal lutto.