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Niente tassa sulle concessioni governative per gli assaggiatori di oli d'oliva: Risoluzione |
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Con Risoluzione 18 febbraio 2014, n. 22, l'Agenzia delle Entrate ha fornito chiarimenti in merito all'applicabilità della tassa sulle concessioni governative (art. 22, D.P.R. n. 641/1972) all'iscrizione all'elenco nazionale dei tecnici ed esperti degli oli d'oliva vergini ed extravergini. A tal proposito, l'Amministrazione Finanziaria, su parere del Ministero delle Politiche agricole alimentari e forestali, ha precisato che:
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Credito IVA e adesione alla liquidazione di gruppo: Risoluzione |
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Con Risoluzione 18 febbraio 2014, n. 21, l'Agenzia delle Entrate ha chiarito che per le società che avevano richiesto, prima del 2008 e prima del proprio ingresso nella procedura di liquidazione IVA di gruppo (art. 73, comma 3, D.P.R. n. 633/1972), il rimborso del credito IVA, successivamente negato dall'Ufficio, non possono far confluire tale eccedenza nelle proprie liquidazioni periodiche (e di conseguenza trasferirle al gruppo), fintanto che detta società partecipa a tale procedura. Tale operazione infatti, incontra il limite previsto dall'art. 1, comma 63, Legge n. 244/2007 in forza del quale ciò che rileva non è il periodo di maturazione del credito ma il diniego al trasferimento del credito maturato prima dell'ingresso nella compagine societaria a partire dalla liquidazione di gruppo relativa al 2008, con la conseguenza che la preclusione opera per tutte le liquidazioni di gruppo effettuate a partire da tale momento. Inoltre, l'Agenzia ha precisato che l'eccedenza IVA denegata, maturata ante 2008, deve essere indicata nell'apposito nuovo campo 2 di rigo VL8, della dichiarazione IVA 2014. |
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Delega sulla sicurezza: condanna al datore se non vi è prova del conferimento |
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La Corte di Cassazione, con la Sentenza n. 6621 pubblicata il 18 febbraio 2014, ha stabilito che, se da un lato la delega per la sicurezza può essere conferita dal datore di lavoro ad un lavoratore anche in forma orale, dall'altro se non vi è prova del conferimento la responsabilità ricade sul datore di lavoro, che è anche destinatario di eventuali condanne. La Suprema Corte, nel caso in specie, ha precisato che le ridotte dimensioni dell'impresa e la sua struttura non particolarmente complessa non rilevano ai fini della valutazione: la delega alla sicurezza non necessita di forma scritta né "ab substantiam" né "ad probationem", ma nei fatti in mancanza di una prova concreta che riveli l'esistenza di tale delega chi risponde dell'illecito è in ogni caso l'imprenditore o il legale rappresentante dell'azienda. |
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Lavoro straordinario: il "fuori busta" va sanzionato secondo il principio di specialità |
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In materia di lavoro straordinario, il Ministero del Lavoro ha chiarito che in presenza di somme corrisposte "fuori busta" andrà applicata la sanzione prevista per la violazione degli artt. 1 e 3 della Legge n. 4/1953. Nello specifico il Ministero del Lavoro, con la Nota n. 2642 del 6 febbraio 2014, nel rispondere ad un quesito della Direzione Regionale del Lavoro del Veneto, ha precisato che ai fini della corretta qualificazione del profilo sanzionatorio applicabile agli straordinari fuori busta dovrà considerarsi comunque operante quanto previsto dalla disciplina di cui alla Legge n. 4/1953, riguardante la corretta indicazione sul prospetto paga delle somme corrisposte. Al contrario la sanzione prevista dall'art.. 5, comma 5, del D.Lgs n. 66/2003, in materia di maggiorazioni retributive inferiori a quelle previste dalla contrattazione collettiva, andrà applicata solo a fronte di una verifica del singolo caso. |
