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20/03/2014 - Incremento delle rate previste dal "Decreto del Fare" applicabili anche ai piani di rateazione previgenti

Incremento delle rate previste dal "Decreto del Fare" applicabili anche ai piani di rateazione previgenti

Con Risoluzione 19 marzo 2014, n. 32, l'Agenzia delle Entrate ha fornito chiarimenti in merito all'applicabilità, in via retroattiva, dell'art. 52, comma 1, lett. a), n. 2, D.L. n. 69/2013 (c.d. "Decreto del Fare"), con il quale è stato previsto l'incremento, da due ad otto, delle rate, relativo a somme iscritte a ruolo il cui mancato pagamento determina la decadenza dal beneficio della rateazione.

In particolare, l'Amministrazione Finanziaria ha affermato che detta norma è applicabile anche ai piani di rateazione già in essere alla data del 22 giugno 2013, data di entrata in vigore del D.L. n. 69/2013.

Stop al redditometro per acquisti effettuati con disponibilità esenti: Sentenza Cassazione

Con Sentenza 19 marzo 2014 n. 6369, la Corte di Cassazione ha sancito che il contribuente può chiedere l'annullamento dell'atto di accertamento sintetico se gli acquisti (di lusso) effettuati sono stati sostenuti con disponibilità finanziarie esenti o con ritenuta alla fonte.

Secondo la Corte, il contribuente non ha l'onere di provare in maniera dettagliata la destinazione delle somme ed il collegamento delle stesse con gli acquisti effettuati, essendo sufficiente che provi l'esistenza di detti redditi.

In particolare, i giudici hanno precisato che ".nessun'altra prova deve dare la parte contribuente circa l'effettiva destinazione del reddito . se non la dimostrazione dell'esistenza di tali redditi".

Direttore demansionato e poi licenziato: niente risarcimento del danno se nei fatti faceva il dirigente

La Corte di Cassazione, con la Sentenza n. 6230 del 18 marzo 2014, ha stabilito che il demansionamento del direttore subito prima del licenziamento non può portare ad alcun risarcimento del danno se l'attività effettivamente svolta era assimilabile a quella di dirigente.

Nel caso in specie, la Suprema Corte ha precisato che va valutata nel concreto la riduzione di responsabilità del soggetto a seguito del demansionamento: rilevato, anche mediante le dichiarazioni dei testi, che la mansione svolta dal direttore era comunque permeata dell'autonomia e della responsabilità tipiche del dirigente, i giudici hanno escluso il risarcimento del danno.

Licenziamento degli operai per la protesta antigiuridica

In tema di licenziamento, la Corte di Cassazione, contrariamente al giudizio di primo grado, ha dichiarato la piena legittimità del provvedimento espulsivo nei confronti degli operai saliti di notte sulla gru in segno di protesta contro la cassa integrazione a zero ore, determinando la sospensione della produzione industriale per motivi di sicurezza.

Nello specifico la Suprema Corte, con la Sentenza n. 6328 pubblicata il 19 marzo 2014, ha precisato che l'iniziativa dei lavoratori ha messo in pericolo i colleghi del turno di notte ed è da escludersi la reazione ad una provocazione, visto che la Cigs è legittima e risulta concordata fra azienda e sindacati. Il licenziamento è giustificato in quanto il rapporto fiduciario con il datore è irrimediabilmente compromesso dalla condotta degli operai, indipendentemente dal fatto che il danno economico all'impresa non sia irreparabile.