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25/06/2012 - Indagini finanziarie, estesa la platea degli operatori: Provvedimento

Indagini finanziarie, estesa la platea degli operatori: Provvedimento

Con Provvedimento 20 giugno 2012, il Direttore dell'Agenzia delle Entrate ha esteso la tipologia degli operatori finanziari tenuti a comunicazioni relative ai rapporti finanziari intrattenuti.

Il documento di prassi, modificativo del precedente datato 22 dicembre 2005, ha infatti incluso tra tali soggetti gli istituti di pagamento e le società di microcredito che pertanto dovranno ora rispondere alle eventuali richieste dell'amministrazione finanziaria ex art. 32, D.P.R. n. 600/73.

 

Effetti della proroga del termine di versamento sul piano di rateazione: Risoluzione

Con Risoluzione 21 giugno 2012, n. 69, l'Agenzia delle Entrate ha chiarito che la proroga del termine per il versamento delle imposte disposta con D.P.C.M. 6 giugno 2012, ha effetti anche sui pagamenti rateali dovuti a titolo di saldo e di acconto delle imposte e dell'acconto della cedolare secca.

Se il contribuente sceglie di avvalersi della proroga ed intende rateizzare i versamenti, il piano di rateazione dovrà essere rideterminato, riducendo il numero delle rate e considerando come inizio della rateazione il termine di versamento prorogato.

Il termine di fine rateazione è il 16 novembre per i titolari di partita IVA, e il 30 novembre per i soggetti non titolari di partita IVA.

 

Amianto: datore responsabile anche per malattie insorte dopo 40 anni

Con la Sentenza n. 24997 del 21 giugno 2012 la Suprema Corte di Cassazione interviene nuovamente in merito alla responsabilità penale dell'azienda nei casi di esposizione all'amianto durante l'attività lavorativa.

In particolare la Suprema Corte ha sentenziato che l'azienda è colpevole di omicidio colposo nei confronti degli ex dipendenti esposti volutamente all'amianto, anche nel caso in cui la malattia, si sia manifestata a distanza di molti anni, 40 nel caso specifico.

 

Legittimo il licenziamento del lavoratore per le continue infrazioni disciplinari

Le continue infrazioni disciplinari, dovute alle mancanze nel rapporto con i superiori e ad atteggiamenti negativi che minano la buona riuscita dell'attività lavorativa, legittimano il licenziamento in tronco del caposquadra: lo afferma la Corte di Cassazione, con la Sentenza n. 10337 del 21 giugno 2012.

Nel particolare, la Suprema Corte avvalora la tesi dell'azienda, secondo la quale le continue infrazioni e l'atteggiamento poco collaborativo del dipendente hanno fatto venir meno il necessario rapporto fiduciario tra l'azienda e lo stesso lavoratore, che si vede respinto il ricorso anche grazie a prove testimoniali che confermano l'avvenuta esposizione del codice disciplinare in azienda.

 

Licenziamento illegittimo in caso di intemperanza verbale isolata

In materia di licenziamento, la Corte di Cassazione ha statuito l'illegittimità del provvedimento espulsivo nei confronti del dipendente, che in una circostanza ha rivolto una frase ingiuriosa al proprio superiore gerarchico.

Nello specifico la Suprema Corte, con la Sentenza n. 10426 del 22 giugno 2012, ha precisato che la condotta del lavoratore, seppur spiacevole e inopportuna, ma non seguita da altri comportamenti scorretti, non giustifica l'applicazione della massima sanzione, in quanto non va considerata di gravità tale da compromettere il rapporto fiduciario tra le parti.