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27/01/2012 - Fabbricati in vendita e aliquota IMU: Decreto liberalizzazioni


Fabbricati in vendita e aliquota IMU: Decreto liberalizzazioni
L'art. 56, D.L. n. 1/2012 (c.d. "Decreto liberalizzazioni") ha introdotto nell'art. 13, D.L. n. 201/2011 (c.d. "Decreto salva-Italia") il nuovo comma 9-bis.
Tale comma prevede la possibilità per il Comune di ridurre l'aliquota IMU fino allo 0,38% per i fabbricati costruiti e destinati alla vendita da parte dell'impresa costruttrice. La riduzione opera:
•    finché permane la destinazione alla vendita del fabbricato;
•    a condizione che il fabbricato non sia locato;
•    per un periodo comunque non superiore a 3 anni dall'ultimazione dei lavori.


Responsabilità amministrativa degli enti e confisca per equivalente: Cassazione

Con Sentenza 26 gennaio 2012, n. 3238, la Corte di Cassazione ha stabilito che è annullabile il sequestro, finalizzato alla confisca per equivalente, di cui agli artt. 1 9 e 53, D.Lgs. n. 231/2011 nel caso in cui il profitto del reato non sia stato concretamente conseguito.
In particolare, la Suprema Corte ha affermato che è illegittima la confisca su crediti, essendo necessario che il preventivo sequestro abbia ad oggetto "una concreta utilità, non una speranza, ancorchè ancorata a un'intesa negoziale".


Uniemens: nuova versione del documento tecnico
Da ieri è disponibile sul sito www.inps.it la nuova versione del documento tecnico per la compilazione dei flussi delle denunce contributive/retributive mensili (UNIEMENS).
Preme evidenziare che la versione 1.2.5 del documento tecnico introduce:
•    i codici "tipo contribuzione" per gli apprendisti assunti dal 1° gennaio 2012 in relazione ai quali il datore di lavoro beneficia dello sgravio totale dei contributi per i primi 3 anni di contratto;
•    le nuove aliquote contributive, in vigore nel 2012, per i collaboratori.


Doppia contribuzione per i soci - amministratori di SRL

La Corte Costituzionale, con la Sentenza n. 15/2012, ha contribuito a chiudere definitivamente la diatriba tra l'INPS ed i soci di S.r.l. che rivestono anche la carica di ammin istratori delle stesse, circa l'obbligo di questi a versare una doppia contribuzione alla gestione speciale commercianti per la loro qualità di soci e alla gestione separata INPS in qualità di amministratori.
Infatti, la Corte Costituzionale ha stabilito che la norma contenuta nel DL n. 78/2010 (art. 12, c. 11) relativa all'interpretazione autentica dell'art. 1, comma 208 della Legge n. 662/1996, non può ritenersi costituzionalmente illegittima (nel confronto con gli articoli 3 e 117 della Costituzione). Di conseguenza, il principio dell'"attività prevalente" al fine di individuare la gestione ove destinare la contribuzione deve essere applicato solamente alle attività autonome interessate, ovvero esclusivamen te quelle esercitate in forma d'impresa dai commercianti, artigiani e coltivatori diretti, escludendo i rapporti per i quali vige l'obbligo di iscrizione alla gestione separata INPS. I soggetti che rivestono la qualità di socio e di amministratore di una S.r.l., dunque, rimangono esclusi e sono tenuti alla doppia contribuzione.


Licenziamento illegittimo: l'obbligo di riassunzione non sempre fa tornare il dipendente nella stessa sede

La Corte di Cassazione, con la Sentenza n. 1107 del 2012, ha chiarito che in caso di licenziamento illegittimo con obbligo di riassunzione, l'azienda condannata a tale obbligo può ricollocare il lavoratore anche in una sede diversa da quella da cui quest'ultimo è stato espulso.
Nello specifico la Suprema Corte sottolinea che la legittimità della scelta aziendale è legata al fatto che l'obbligo di riassunzione non deve essere assolto dal datore di lavoro nella stessa sede dove ha avuto luogo il licenziamento, qualora non sia più presente la mansione svolta dal lavoratore. Va da sé che tale vincolo andrà adempiuto nella sede più vicina ed il dipendente non avrà titolo alcuno per opporsi.


Cessione del ramo d'azienda anche a chi non dà garanzie di solidità economica
La Corte di Cassazione, con la Sentenza n. 1085 del 26 gennaio 2012, ha statuito che l'esternalizzazione della rete di vendita decisa dalla grande impresa, seppur ad un prezzo simbolico, costituisce cessione del ramo d'azienda; l'intento fraudolento del trasferimento, sostenuto da parte dei dipendenti, va dimostrato mediante una prova rigorosa.
Nello specifico, la Suprema Corte ha sottolineato che, dal punto di vista normativo, non sussiste alcun principio per cui la validità della cessione è condizionata alla prognosi di continuazione dell'attività produttiva da parte dell'acquirente: il cedent e non ha l'onere di accertare le capacità e potenzialità imprenditoriali del cessionario.


INPGI: i giornalisti pensionati hanno diritto al cumulo
La Corte di Cassazione, nella Sentenza n. 1098/2012, ha chiarito che i giornalisti in pensione hanno diritto a cumulare il trattamento pensionistico con i redditi da lavoro dipendente o autonomo, anche se tale possibilità non è prevista dalle regole di funzionamento dell'INPGI. Infatti, l'Ente pensionistico dei giornalisti è un ente privatizzato (D.Lgs n. 509/1994) che gestisce una forma di previdenza sostitutiva dell'Ago e pertanto, in materia di cumulo, è tenuto ad applicare le stesse regole (stabilite dalla legge) previste dall'INPS.