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27/09/2012 - Dichiarazione IVA: Circolare Assonime

Dichiarazione IVA: Circolare Assonime

Con Circolare 26 settembre 2012, n. 24, Assonime ha segnalato le principali modifiche del modello di dichiarazione IVA relativo al periodo di imposta 2011, da presentare entro il 1° ottobre 2012.

In particolare, la citata Circolare ricorda che:

  • per poter compensare il credito IVA per importi superiori a 5.000 euro dal 16 ottobre è necessario inviare il modello entro il 30 settembre (nonostante il termine ultimo di presentazione sia il 1° ottobre);/li>
  • devono essere indicati separatamente, in appositi righi, i dati relativi alle cessioni di telefoni cellulari e microprocessori soggette al reverse charge, e i dati relativi alle operazioni soggette alle aliquote del 20 e 21%;
  • la stabile organizzazione di un soggetto non residente, se ha effettuato operazioni imputabili esclusivamente alla casa madre, deve presentare la dichiarazione in due moduli distinti.

 

Versamenti sul conto corrente dell'imprenditore non provano il reato di evasione: Cassazione

Con Sentenza 26 settembre 2012, n. 37071, la Corte di Cassazione ha chiarito che i versamenti sul conto corrente dell'imprenditore possono essere valutati come argomento di prova in sede di procedimento penale ma non costituiscono piena prova di evasione fiscale.

Non è, infatti, possibile fare riferimento, nel processo penale, alla presunzione legale tributaria per cui i versamenti sul conto corrente dell'imprenditore sono considerati ricavi.

 

L'INPS non può pretendere i contributi per i ROL che non risultano dai libri contabili

L'INPS non può far valere la mancanza del riscontro, nei libri contabili, dei permessi per riduzione di orario per chiedere il pagamento dei contributi presumendo che, in assenza di tale riscontro, il datore di lavoro e i lavoratori si siano accordati per il pagamento di un'indennità sostitutiva. Soprattutto considerando che i dipendenti hanno tutti testimoniato di aver fruito dei permessi ROL.

Lo ha affermato la Corte di Cassazione, nella Sentenza n. 16373 del 26 settembre 2012, nella quale precisa che l'INPS non può "invertire" l'onere della prova chiedendo all'azienda di dimostrare la sua innocenza: non ha rilevanza decisiva il fatto che dalla contabilità non risulti la riduzione d'orario, in quanto le scritture non possono essere fatte valere contro l'impresa per fatti che non rilevano dalle stesse, salvo circostanze logicamente incompatibili.

 

Gestione Separata INPS: prescrizione quinquennale per i contributi indebitamente versati

L'INPS, nel Messaggio 24 settembre 2012 n. 15279, fornisce chiarimenti in merito ai criteri da assumere a base per i termini di prescrizione in materia di rimborso di contributi indebitamente versati alla Gestione Separata dell'INPS.

A rettifica di quanto indicato nel Messaggio n. 9869 del 12 giugno 2012 l'Istituto chiarisce che in tal caso il termine di prescrizione è quinquennale: una volta trascorsi i cinque anni la contribuzione indebitamente versata alla Gestione Separata non è più rimborsabile ma da diritto alle prestazioni.

 

Niente sgravi contributivi per la conversione dei part time in rapporti a tempo pieno in luogo di nuove assunzioni

Con riferimento agli sgravi contributivi per l'incremento occupazionale nelle aree svantaggiate (art. 3, commi 5 e 6, della Legge n. 448/1998), la Corte di Cassazione ha chiarito che gli stessi non spettano al datore di lavoro che converte i part time in rapporti a tempo pieno, invece di effettuare nuove assunzioni.

Nello specifico la Suprema Corte, con la Sentenza n. 16378 del 26 settembre 2012, ha sottolineato che, secondo la ratio della norma, non può essere agevolata la mera modificazione della quantità della prestazione e, contro le sanzioni per omissione contributiva del verbale ispettivo, il datore non può invocare a sua discolpa le istruzioni INPS relative alla conversione di altri tipi di contratti, sostenendo erroneamente che possano essere applicate anche alla fattispecie del tempo parziale.