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30/05/2012 - Imposta sui titoli: Decreto MEF

Imposta sui titoli: Decreto MEF

Con Decreto del Ministro dell'Economia e delle Finanze 24 maggio 2012 (in attesa di pubblicazione in G.U.), è stata data attuazione ad alcune disposizioni del D.L. n. 201/2011, c.d. "Salva Italia", concernenti i conti correnti ed il deposito titoli.

In particolare per i conti correnti che scontano l'imposta di bollo (art. 19, commi 1-3, D.L. n. 201/2011), è stato disposto che l'imposta:

  • non è dovuta per i conti correnti in rosso;
  • è dovuta dalla persona fisica se il valore medio di giacenza non supera i 5.000 euro;
  • è dovuta se la somma dei conti correnti detenuti presso lo stesso istituto di credito supera la predetta soglia.

Per quanto riguarda il deposito titoli (art. 13, comma 2-ter, Tariffa, Allegato A, Parte Prima, D.P.R. n. 642/1972), è stato chiarito che l'imposta annua (0,1% per il 2012, 0,15% per il 2013) è determinata in base al valore di mercato o, in difetto del valore nominale o di rimborso degli asset, deve essere rilevato al 31 dicembre di ogni anno o al termine del periodo rendicontato.

Nel caso poi anche questi valori difettino, l'imposta è calcolata sul costo di acquisto dei titoli.

 

Chiarimenti sul Decreto semplificazioni fiscali: Assonime

Con Circolare 28 maggio 2012, n. 14, Assonime ha precisato alcune delle novità introdotte dal D.L. n. 16/2012 che ha introdotto "Disposizioni urgenti in materia di semplificazioni tributarie, di efficientamento e potenziamento delle procedure di accertamento".

In particolare, Assonime ha fornito i seguenti chiarimenti:

  • costi da reato: rimane presente l'asimmetria di trattamento tributario tra i proventi da attività illecita e le spese e gli oneri;
  • IRAP: la formulazione poco chiara della norma sembra lasciare aperta la possibilità di una convivenza del regime analitico di deducibilità dell'IRAP (100%) sulla componente lavoro e di quello forfettario (10%) sulla componente degli oneri finanziari;
  • remissione in termini: con riferimento alle violazioni commesse con modelli diversi da quelli dichiarativi, il termine di riferimento è quello del 30 settembre successivo a quello in cui è stata commessa la violazione;
  • leasing: rimane l'obbligo di rispetto degli obblighi dell'art. 96, TUIR e non è previsto nessun impatto sulla disciplina IRAP dell'abrogazione della durata minima dei contratti.

 

Configura danno patrimoniale l'obbligo imposto ai dipendenti di acquistarsi le divise di lavoro

L'impresa di trasporti che, contravvenendo agli accordi presi in sede sindacale, obbliga i propri dipendenti ad acquistare in contro proprio le divise necessarie allo svolgimento dell'attività lavorativa, pena comminazione di sanzioni disciplinari, è colpevole di aver causato ai lavoratori un danno patrimoniale rappresentato, appunto, dal costo sostenuto dagli stessi per l'acquisto degli indumenti.

Lo ribadisce la Corte di Cassazione, con la Sentenza n. 8531 del 29 maggio 2012, con la quale ribalta il giudizio della Corte d'appello condannando l'impresa al risarcimento del danno, riconoscendo natura retributiva all'abbigliamento di lavoro che l'azienda è tenuta a fornire ai propri addetti.

 

Pignoramento fallito: il lavoratore ottiene il TFR dal Fondo di garanzia INPS

Il lavoratore ha diritto al pagamento del TFR maturato da parte del Fondo patrimoniale di garanzia dell'INPS nel caso in cui abbia avviato la procedura esecutiva di pignoramento, ma la stessa si sia rivelata infruttuosa a seguito della chiusura del fallimento relativo al datore di lavoro per mancanza di attivo.

Lo afferma la Corte di Cassazione, con la Sentenza n. 8529 del 29 maggio 2012, la quale precisa ulteriormente che da un'interpretazione della legge nazionale nel verso indicato dalla Direttiva 1980/987/CE, emerge la possibilità di agire nei confronti del Fondo di garanzia dell'Istituto previdenziale nel caso in cui il datore di lavoro inadempiente non sia assoggettato in concreto al fallimento, ovvero lo stesso sia stato chiuso per mancanza di attivo, ovvero se l'esecuzione forzata si rivela infruttuosa.

 

Metalmeccanica industria: modalità di adesione e versamento al Fondo Metasalute

Federmeccanica, Assistal, Fim e Uilm hanno siglato un Verbale di Accordo relativo alle modalità di adesione e di contribuzione di imprese e lavoratori al Fondo di assistenza sanitaria integrativa "Metasalute", la cui costituzione era prevista dal CCNL 15 ottobre 2009, facendo seguito all'Accordo 30 novembre 2011 nel quale venivano definite le prime due tranche di contribuzione al fondo stesso.

Con l'Accordo diffuso nei giorni scorsi, le Parti hanno stabilito che l'ammontare del contributo ordinario, con decorrenza 1° gennaio 2013, sarà pari a 2 euro mensili a carico del datore di lavoro e 1 euro mensile a carico del lavoratore aderente, da versare al Fondo con cadenza trimestrale. L'adesione dei lavoratori potrà avvenire mediante la compilazione e sottoscrizione dell'apposito modulo disponibile sul sito www.fondometasalute.it, consegnando lo stesso all'azienda entro il 31 dicembre 2012.

 

Trasferimento del dipendente: niente risarcimento del danno biologico

In tema di risarcimento del danno biologico, esistenziale e morale, la Corte di Cassazione ha chiarito che non sussiste in via automatica il diritto al ristoro a favore dell'impiegato trasferito perché rovina l'ambiente di lavoro.

Nello specifico la Suprema Corte, con la Sentenza n. 8526 del 29 maggio 2012, ha statuito l'illegittimità del diritto al risarcimento del danno per infondatezza dei motivi, in quanto la mancata produzione delle prove da parte del dipendente non ha consentito la verifica della sussistenza o meno del pregiudizio lamentato.