Home

12/04/2012 - Posta elettronica certificata per le società: Decreto Legge n. 5/2012

 

Posta elettronica certificata per le società: Decreto Legge n. 5/2012

La Legge n. 35/2012, di conversione del Decreto Legge n. 5/2012, è intervenuta in tema di PEC per le società, riscrivendo l'art. 37 del citato Decreto.

In particolare, la nuova formulazione prevede che:

la proroga al 30 giugno 2012 del termine entro il quale le società dovevano dotarsi di un indirizzo di posta elettronica certificata è revocata;

se una società presenta domanda di iscrizione al Registro delle Imprese senza aver comunicato l'indirizzo PEC, l'iscrizione verrà sospesa per tre mesi, in attesa dell'integrazione della domanda con l'indirizzo certificato.

 

 

Accertamento induttivo in presenza di lavoratori in nero: Cassazione

Con Ordinanza 11 aprile 2012, n. 5731, la Corte di Cassazione ha ritenuto legittimo l'accertamento induttivo (art. 39, comma 1, lett. d), D.P.R. n. 600/73) nei confronti di un'impresa che usufruiva di due lavoratori "in nero".

La pronuncia si presenta particolarmente significativa in quanto la società accertata presentava scritture contabili formalmente corrette e tuttavia l'Agenzia ha ritenuto le stesse inattendibili in base alla sola presenza di lavoratori no n regolari, procedendo di conseguenza all'accertamento analitico-induttivo sulla base di presunzioni qualificate ex art. 2729 c.c..

 

 

Somministrazione: il superamento del limite del CCNL non trasforma il rapporto in lavoro a tempo indeterminato

In materia di contratti di lavoro interinale, la Corte di Cassazione ha chiarito che qualora il datore di lavoro utilizzi un numero di somministrati che ecceda i limiti numeric i imposti dal contratto, tali lavoratori non potranno legittimamente vedere trasformati i loro rapporti in contratti a tempo indeterminato.

Nello specifico la Suprema Corte, con la Sentenza n. 5667 del 10 aprile 2012, ha specificato che, ferma restando la violazione del disposto contrattuale, l'assunzione di lavoratori interinali in misura eccedente il limite massimo imposto dalle part i, non può legittimamente comportare la conversione automatica dei rapporti di lavoro in contratti a tempo indeterminato tra lavoratore e impresa utilizzatrice.

 

 

Responsabilità penale del produttore dell'impianto difettoso per l'infortunio del lavoratore

In materia di infortunio sul lavoro, la Corte di Cassazione ha chiarito che la responsabilità penale per l'incidente occorso all'operaio dell'azienda committente non ricade sul datore di lavoro dell'infortunato, bensì sul produttore dell'impianto difettoso, laddove lo stesso sia stato montato dal costruttore-installatore senza le barriere di sicurezza.

Nello specifico la Suprema Corte, con la Sentenza n. 13553 dell'11 aprile 2012, ha precisato che il produttore che acconsente alla predisposizione di una modifica del macchinario da parte dell'azienda committente, per non bloccare l'intero impianto durante i casi di malfunzionamento, risponde penalmente dell'incidente mortale occorso all'operaio; infatti, il macchinario è risultato difettoso e privo di un adeguato manuale di istruzioni per l'uso.