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Variazioni all'anagrafe: in G.U. il D.P.R. |
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Con D.P.R. 30 luglio 2012, n. 154, recante il regolamento di attuazione delle disposizioni di cui all'art. 5, D.L. n. 5/2012 (c.d. Decreto Semplificazione e Sviluppo) in materia di variazioni anagrafiche, pubblicato in G.U. dell'11 settembre 2012, in vigore dal prossimo 25 settembre, vengono previste procedure più veloci e snelle per le iscrizioni e variazioni anagrafiche. In particolare, le dichiarazioni effettuate dai cittadini dovranno essere registrate dagli ufficiali di anagrafe entro due giorni lavorativi dalla data delle stesse, e nei quarantacinque giorni successivi dovrà essere accertare la sussistenza dei requisiti previsti, a pena di ripristino della posizione anagrafica precedente. |
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Gli interessi su aiuti di Stato vanno calcolati a tasso semplice: Cassazione |
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Con Sentenza 3 agosto 2012, n. 14019, la Corte di Cassazione ha chiarito che gli interessi dovuti sugli aiuti di Stato incompatibili con il diritto comunitario devono essere calcolati a tasso semplice, e non a tasso composto. La Suprema Corte precisa infatti che "detti interessi sono da corrispondere in misura composta se - e solo se - si tratti di decisioni di recupero notificate successivamente alla data di entrata in vigore del regolamento stesso (2004, n.d.r.) e, anche in tale ipotesi, solo relativamente al periodo intercorrente tra la notifica della decisione della Commissione e il recupero effettivo". |
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Il "giustificato motivo oggettivo" non può consistere in una mera diminuzione dei costi |
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Il giustificato motivo oggettivo alla base del licenziamento di un lavoratore non può consistere in una mera diminuzione dei costi o incremento del profitto per il datore di lavoro, ma deve essere riconducibile ad un'esigenza organizzativa dell'impresa: il datore deve provare la sussistenza del nesso causale tra il provvedimento espulsivo e la soppressione delle mansioni del lavoratore licenziato. Lo afferma la Corte di Cassazione con la Sentenza n. 15104 del 10 settembre 2012, nella quale ricorda che il datore di lavoro avrebbe dovuto provare anche l'impossibilità del repechage in un'altra posizione interna all'azienda e, inoltre, accorda al lavoratore reintegrato il diritto ad ottenere gli interessi legali e la rivalutazione monetaria sulle somme percepite dallo stesso a titolo di risarcimento del danno per licenziamento illegittimo. |
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Patto di prova in caso di assunzione obbligatoria: recesso del datore senza formale comunicazione scritta dei motivi |
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La Corte di Cassazione ha chiarito che, in caso di mancata prosecuzione del rapporto lavorativo alla scadenza del periodo di prova, la dichiarazione del recesso del datore giunta al lavoratore oltre la scadenza del termine fissato per la prova stessa non determina l'assunzione a tempo indeterminato. Nello specifico la Suprema Corte, con la Sentenza n. 15100 del 10 settembre 2012, ha precisato che nel patto di prova per le assunzioni obbligatorie degli invalidi, il recesso del datore è consentito senza una formale comunicazione scritta contenente i motivi di tale scelta; infatti, l'articolo 2096, quarto comma, del codice civile, secondo cui compiuto il periodo di prova l'assunzione diviene definitiva, si riferisce all'ipotesi in cui alla scadenza del termine il rapporto di lavoro prosegua, e non al caso in cui le prestazioni cessino a tale scadenza e la volontà recessiva del datore sia recepita successivamente dal lavoratore. |
