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Attività agricole connesse e regime IVA: Risoluzione |
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Con Risoluzione 12 giugno 2012, n. 65, l'Agenzia delle Entrate ha fornito una consulenza giuridica sull'applicazione del regime IVA alle attività agricole per connessione svolte da società cooperativa a favore dei soci (art. 34, D.P.R. n. 633/72 e art. 2135, comma 3, c.c.). Il quesito tratta in sostanza del trattamento tributario delle operazioni IVA poste in essere da una società cooperativa che commercializza prodotti agricoli conferiti dai soci e delle relative prestazioni di servizi da fatturare al socio. Sul punto, l'Agenzia ha specificato che le attività connesse non assumono la rilevanza di autonoma prestazione e pertanto non danno luogo ad altre operazioni imponibili, oltre alle cessioni di beni dai soci all'ente e dall'ente ai terzi. |
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Amministratore responsabile di bancarotta documentale: Cassazione |
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Con Sentenza 14 giugno 2012, n. 23606, la Corte di Cassazione ha chiarito che l'amministratore unico di una società dichiarata fallita è responsabile del reato di bancarotta documentale anche quando le scritture contabili sono affidate ad un ragioniere. Secondo la Suprema Corte, infatti, a nulla rileva la circostanza che gli adempimenti contabili siano seguiti da un professionista, rimanendo sempre in capo all'imprenditore l'obbligo di controllo della contabilità; il parere rilasciato dal commercialista "non esonerava l'imputato dai suoi doveri di controllo", rappresentando null'altro che la giustificazione formale della scelta di omettere l'annotazione delle componenti negative. |
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L'apprendista senza "tutor" è un lavoratore qualificato |
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La durata totale dell'apprendistato (ex Legge n. 56/1986) stabilito dal CCNL è di cinque anni, ma l'apprendista svolge il proprio lavoro affiancato e supervisionato da un "tutor" solamente per i primi due anni, mentre per il restante periodo svolge in autonomia le sue funzioni, senza bisogno dell'affiancamento di un lavoratore più esperto. In questo caso, solamente i primi due anni sono considerati di vero apprendistato, mentre per i tre successivi il lavoratore viene considerato lavoratore qualificato con diritto alla percezione delle differenze retributive. Lo afferma la Corte di Cassazione, con la Sentenza n. 9700 del 14 giugno 2012, nella quale precisa che secondo la Legge n. 56/86 il CCNL ha facoltà di stabilire una durata massima del contratto di apprendistato, che deve essere considerata anche una forma di tutela verso il lavoratore nel permettere a questi di ottenere una formazione professionale, ma non una durata minima. Nel caso in specie, quindi, stante il riconoscimento al lavoratore di capacità lavorativa autonoma dopo i primi due anni di contratto di apprendistato, a partire dal terzo si deve riconoscerne la qualificazione a operaio specializzato, con diritto ad ottenere la retribuzione piena fin da quel momento. |
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Licenziamento: in caso di illegittimità il risarcimento può essere variabile e anche ridotto |
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In materia di licenziamento illegittimo, la Corte di Cassazione ha chiarito che qualora il datore di lavoro proceda a licenziare il dipendente per poi proporre un annuncio di nuova assunzione per una mansione simile, sarà obbligato a riassumere il lavoratore mandato a casa. Nello specifico la Suprema Corte, con la Sentenza n. 9656 del 13 giugno 2012, ha sottolineato che l'obbligo di repechage dell'azienda in caso di ridimensionamento del personale, incombe sempre. Tuttavia, i giudici chiariscono, ulteriormente, che fermo tale aspetto, qualora il lavoratore, in attesa della soluzione, non si attivi per trovare una nuova occupazione, il risarcimento che gli verrà riconosciuto potrà essere legittimamente ridotto proprio a causa della sua inerzia. |
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Apprendistato: il Ministero fornisce chiarimenti sul parere di conformità degli enti bilaterali |
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Il Ministero del Lavoro, in risposta all'Interpello n. 16/2012, chiarisce che la richiesta del parere di conformità all'ente bilaterale, prevista da alcuni accordi di recepimento del nuovo Testo Unico sull'apprendistato, non rappresenta un obbligo per il datore di lavoro ma una opportunità di "certificazione della bontà" del piano formativo predisposto dal datore di lavoro per l'apprendista assunto in virtù del D.Lgs n. 167/2011. Peraltro, il Ministero chiarisce che l'ente bilaterale non potrà essere competente in merito al controllo di presupposti normativi e contrattuali legittimanti l'instaurazione e lo svolgimento del rapporto (limiti numerici o percentuale di conferma) e, inoltre, non essendoci nel TU alcun riferimento ad una funzione "autorizzatoria" degli enti, eventuali clausole in tal senso contenute negli accordi stipulati dalle parti sociali avranno efficacia solo per le aziende iscritte alle organizzazioni firmatarie i contratti collettivi. |
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Infortunio per mancato rispetto delle misure di sicurezza |
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Con riferimento all'infortunio sul lavoro, il datore non risponde dell'evento dannoso occorso al lavoratore esperto, qualora l'incidente sia dipeso dalla scelta di quest'ultimo di non seguire le consuete procedure nell'impiego delle apparecchiature. Nello specifico la Suprema Corte, con la Sentenza n. 9661 del 13 giugno 2012, ha sottolineato che la condotta del tutto imprevedibile del dipendente esime da qualsiasi responsabilità il datore di lavoro, così come non può essere addebitata alcuna responsabilità, anche di tipo concorsuale, al committente dell'opera ed al fornitore di materie prime, laddove la situazione dei luoghi in cui si opera non comporti un particolare rischio per i lavoratori addetti. |
