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19/06/2012 - Approvati i nuovi modelli degli studi di settore: Provvedimento

Approvati i nuovi modelli degli studi di settore: Provvedimento

Con Provvedimento 18 giugno 2012, il Direttore dell'Agenzia delle Entrate ha approvato 206 modelli per la comunicazione dei dati rilavanti ai fini dell'applicazione degli studi di settore da utilizzare per il periodo d'imposta 2011.

Numerose le novità riguardanti gli studi di settore per quest'anno. Si ricordano:

  • l'applicazione di sanzioni più elevate per errata o omessa compilazione dei modelli;/li>
  • i nuovi indicatori di normalità economica e coerenza;
  • il premio di congruità ex art. 10, D.L. n. 201/2011;
  • il nuovo quadro V.

 

Diniego di autotutela non impugnabile: Cassazione

Con Ordinanza 18 giugno 2012, n. 10020, la Corte di Cassazione ha chiarito che "l'atto con il quale l'amministrazione finanziaria manifesta il rifiuto di ritirare in autotutela un atto impositivo divenuto definitivo (.) non è suscettibile di essere impugnato innanzi alle commissioni tributarie".

Secondo la Suprema Corte, l'impugnabilità del diniego di autotutela è ammissibile esclusivamente "per dedurre eventuali profili di illegittimità del rifiuto e non per contestare la fondatezza della pretesa tributaria".

 

Assegni al nucleo familiare: quale reddito per il socio di S.r.l.?

Con il Messaggio n. 10225 del 18 giugno 2012, l'INPS fornisce chiarimenti circa il reddito da considerare ai fini della corresponsione dell'assegno al nucleo familiare nel caso in cui tra i componenti del nucleo vi sia un socio di una s.r.l.. Nel particolare, afferma l'Istituto, se la s.r.l. è soggetta a tassazione ordinaria e c'è distribuzione di utili il reddito ai fini ANF del socio qualificato è costituito dal 49,72% dell'utile percepito in funzione della quota di partecipazione, mentre se il socio non è qualificato il reddito da considerare corrisponde all'utile percepito, purché superiore a 1.032,91 euro (in quanto assoggettato ad imposta sostitutiva del 12,50%).

Nel caso in cui, invece, la s.r.l. sia soggetta a tassazione ordinaria ma non distribuisca utili, il reddito del socio ai fini ANF sarà pari a zero. Infine, nel caso in cui la s.r.l. è soggetta a tassazione per trasparenza, indipendentemente dalla distribuzione di utili, l'imponibile ai fini ANF è costituito dal reddito prodotto dalla società e imputato al socio in virtù della sua quota di partecipazione.

 

DURC: in caso di irregolarità contributiva l'invito alla regolarizzazione è un atto dovuto

L'INAIL, nella Nota protocollo 14 giugno 2012, n. 3760, ricorda alle proprie strutture territoriali che prima di emettere il certificato attestante l'irregolarità contributiva le sedi sono tenute, ai sensi dell'articolo 7, comma 3, DM 24 ottobre 2007, a invitare la ditta a regolarizzare la posizione contributiva, assegnando un termine di 15 giorni.

Al riguardo l'Istituto chiarisce che ". tranne le ipotesi di richiesta di DURC per verifica di autodichiarazione, l'invito alla regolarizzazione è un atto dovuto per la correttezza del procedimento amministrativo e la successiva legittimità del certificato emesso".

 

Infortunio: responsabile il committente per la mancata nomina del coordinatore della progettazione

In materia di sicurezza sul lavoro, la Corte di Cassazione ha statuito la responsabilità del legale rappresentante dell'impresa committente per l'infortunio occorso all'operaio dell'appaltatore, qualora non si sia provveduto alla nomina del coordinatore della progettazione.

Nello specifico la Suprema Corte, con la Sentenza n. 24082 del 18 giugno 2012, ha precisato che la condanna penale nei confronti del legale rappresentante dell'azienda è giustificata dal mancato rispetto dell'obbligo, da parte del committente, di nominare il coordinatore per la progettazione nei cantieri in cui sono presenti più imprese.

 

Licenziamento illegittimo: dopo la reintegra il datore può retribuire il lavoratore senza accettarne la prestazione

In materia di licenziamento illegittimo, la Corte di Cassazione ha chiarito che il datore di lavoro tenuto a reintegrare il lavoratore, non è obbligato ad accettarne la prestazione.

Nello specifico la Suprema Corte, con la Sentenza n. 9965 del 18 giugno 2012, ha specificato che, fermo restando il diritto del lavoratore a vedersi reintegrato a seguito dell'ordine del giudice, rimane la facoltà del datore di lavoro di retribuire il dipendente senza accettarne la prestazione. Tuttavia l'impresa sarà condannata al pagamento della sanzione prevista dall'ultimo comma dell'art. 18 dello Statuto dei Lavoratori, consistente in una somma pari alla retribuzione giornaliera del lavoratore non correttamente reintegrato, con versamento al fondo di adeguamento pensioni.