20/01/2012 - Rimborso di credito di imposta e decadenza: Cassazione
Rimborso di credito di imposta e decadenza: Cassazione
Con Sentenza 12 gennaio 2012, n. 289, la Corte di Cassazione ha chiarito che le norme sulla decadenza sono applicabili anche al rimborso di un credito di impos ta.
Ne consegue che se il termine è stato ampliato da 18 a 48 mesi, il contribuente potrà beneficiare del termine più ampio, salvo i casi in cui la decadenza sia già maturata; secondo la Suprema Corte infatti, se la disposizione che intro duce un termine più ampio per la presentazione dell'istanza di rimborso entra in vigore dopo la scadenza del termine originario, non sarà possibile evitare la decadenza.
Risposte dell'Agenzia delle Entrate sugli studi di settore
L'Agenzia delle Entrate ha risposto ad alcune domande sull'applicazione del regime premiale degli studi di settore nell'ambito di un incontro con la stampa specializzata.
In particolare, sulla questione dei soggetti cui si applica il regime premiale degli studi di settore, previsto dall'art. 10, comma 9, D.L. n. 201/2011, c.d. "Salva-Italia", è stato confermato che le misure previste hanno una portata generale e che pertanto si applicano a tutti i contribuenti accertabili con gli studi di settore (art. 10, Legge n. 146/1998).
Si pensava, infatti, che la disposizione sopra indicata potesse essere applicata solo ai contribuenti che optavano per il regime premiale per le attività trasparenti.
Mobbing: il demansionamento dopo l'infarto non è sanzionato
La Corte di Cassazione, con la Sentenza n. 87 del 10 gennaio 2012, ha sancito l'esclusione dal diritto al risarcimento da mobbing del lavoratore, che dopo un infarto mio cardico aveva lamentato una "sindrome ansiosa depressiva", ma non aveva provato il nesso di causalità tra la stessa sindrome e il trasferimento ad un'altra sede dell'azienda, connesso allo spostamento su un'attività inferiore a quella ricoperta prima dell 'infarto.
Nel particolare, la Suprema Corte ha ritenuto che nel caso in specie non si potevano configurare i presupposti specifici del mobbing, quali la molteplicità di comportamenti persecutori, l'evento lesivo della salute del lavoratore, il nesso di causa tra la condotta del datore di lavoro e il pregiudizio allo stato di salute del lavoratore e, soprattutto, l'intento persecutorio del datore di lavoro.
Interposizione fittizia di manodopera: vitto e alloggio incastrano il falso committente
La Corte di Cassazione, con la Sentenza n. 751 del 19 gennaio 2012, ha chiarito che l'azienda committente che usa in via diretta i lavoratori dell'impresa sub-appaltatrice, pon e in essere un comportamento illegittimo costituente illegittima interposizione di manodopera.
Nello specifico la Suprema Corte sottolinea che, qualora oltre all'utilizzo, la manodopera fruisca anche del vitto e dell'alloggio a carico del presunto committente, l'interposizione fittizia di manodopera è fuor di dubbio.
INPGI: aliquote contributive, minimali e massimali per il 2012
L'INPGI, con la Circolare n. 1 del 18 gennaio 2012, fornisce i minimi retributivi e contributivi per l'anno 2012, nonché il massimale imponibile e le aliquote contributive relative al la Gestione Separata.
Si segnala, in particolare, che dal periodo di paga in corso alla data del 1° gennaio 2012, il limite minimo di retribuzione giornaliera è fissato in euro 45,70 giornalieri, pari ad euro 1.188,20 mensili.
Escluso il giustificato motivo di licenziamento in caso di riduzione modesta dell'appalto
La Corte di Cassazione, con la Sentenza n. 755 del 19 gennaio 2012, ha statuito l'illegittimità del licenziamento del dipendente adottato per giustificato motivo, laddove si di mostri che la riduzione dell'appalto è di modesta entità e, quindi, non sufficiente a giustificare la soppressione del posto di lavoro; pertanto, il lavoratore licenziato e sostituito dal datore di lavoro con un collaboratore a progetto deve essere reinte grato.
Nello specifico, la Suprema Corte ha sottolineato che il giudice di merito, nell'accertare la legittimità del recesso del datore di lavoro, si è limitato a verificare l'esistenza del riassetto organizzativo dedotto dallo stesso datore, senza violare in al cun modo la libertà d'impresa.
