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Nuovo adeguamento alla congiuntura economica per gli studi di settore: Decreto MEF |
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ConDecreto 21 marzo 2013, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale 27 marzo 2013, n. 73, il Ministero dell'Economia e delle Finanze ha stabilito il primo adeguamento alla congiuntura economica per gli studi di settore per il periodo d'imposta 2012. In particolare, l'articolo 1 del Decreto ha approvato integrazioni agli studi indispensabili per tener conto degli andamenti economici e dei mercati, o per aggiornare o istituire indicatori di coerenza. In base all'articolo 2, gli interventi relativi agli indicatori di coerenza sono individuati sulla base delle note tecniche e metodologiche negli allegati, che vanno a sostituire quelle approvate con Decreto MEF 26 aprile 2012. L'allegato 1, "Nota tecnica e metodologica", volto alla modifica dei valori di riferimento in relazione alla congiuntura, è intervenuto su incoerenza nel valore delle rimanenze e esistenze iniziali, costo del venduto, mancata dichiarazione delle spese di acquisto di beni mobili, mancata dichiarazione del lavoro prestato dagli associati in partecipazione in presenza di utili spettanti. L'allegato 2, si riferisce invece all'indicatore di normalità economica in assenza di beni strumentali ed è applicabile anche a 50 studi di settore evoluti nel 2012. |
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Agevolazioni fiscali "prima casa": la residenza anagrafica è necessaria |
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Con Ordinanza 19 marzo 2013, n. 6834, la Corte di Cassazione ha affermato che per la fruizione dell'agevolazione fiscale per l'acquisto della prima casa è necessario che l'immobile sia ubicato nel Comune ove l'acquirente ha la residenza anagrafica. Pertanto, la dimora abituale nell'abitazione non è sufficiente per beneficiare in oggetto. Il mancato trasferimento della residenza anagrafica nel comune in cui si trova l'immobile, anche se dovuto ad una mera dimenticanza, non permette quindi l'accesso alle agevolazioni fiscali per la prima casa. |
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Danno non patrimoniale per il dirigente demansionato e costretto all'inattività |
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In seguito ad una ristrutturazione aziendale, alcune filiali della società sono state abolite ma di fatto sono rimaste operative. Il dirigente preposto a sovrintendere una di queste, oggetto di un demansionamento che lo ha "costretto" all'inattività in qualità di dirigente, pur non essendo stato oggetto di mobbing, ha diritto al risarcimento dei danni biologici e alla professionalità. Lo ha stabilito la Corte di Cassazione con la Sentenza n. 7667 del 27 marzo 2013, nella quale precisa che, stante la brillante carriera svolta dal lavoratore presso l'azienda, il periodo di oltre un anno di forzata inattività ha comportato per il dirigente una "mortificante perdita di professionalità e di immagine professionale" che configurano un grave danno non patrimoniale. |
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Flussi d'ingresso per lavoro stagionale: attribuite le quote |
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La Direzione Generale dell'Immigrazione e delle Politiche di Integrazione, con la Circolare n. 1998 del 26 marzo 2013, ha attribuito a livello territoriale le quote dei flussi d'ingresso dei lavoratori non comunitari stagionali nel territorio dello Stato per l'anno 2013. Tale ripartizione è stata effettuata in base al fabbisogno di manodopera stagionale non comunitaria segnalato dalle Regioni e dalle Province autonome. |
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Via libera al lavoro intermittente per il personale addetto ai servizi di salvataggio presso gli stabilimenti balneari |
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Il Ministero del Lavoro, con l'Interpello n. 13 del 27 marzo 2013, fornisce indicazioni in merito alla possibilità di impiegare il personale addetto ai servizi di salvataggio presso gli stabilimenti balneari per l'attività di assistenza ai bagnanti mediante il ricorso al contratto di lavoro intermittente, in risposta ad uno specifico quesito posto da AGCI - Associazione Generale Cooperative Italiane, CONFCOOPERATIVE e LEGACOOP. Al riguardo, il Ministero esprime parere favorevole. In particolare, sebbene la contrattazione collettiva di settore non preveda nulla al riguardo, il R.D. n. 2657/1923 contempla tra le attività che, per il carattere di discontinuità ad esse correlato, si prestano ad essere considerate quale parametro oggettivo per l'individuazione delle prestazioni cui è possibile applicare la disciplina del lavoro intermittente, anche la figura del "personale addetto agli stabilimenti di bagni e acque minerali" che, a giudizio del Ministero, risulta assimilabile a quella dei bagnini assistenti bagnanti degli stabilimenti balneari. |
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Crowdsourcing: quando è necessaria l'autorizzazione preventiva del Welfare |
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Con l'Interpello n. 12 del 27 marzo 2013, il Ministero del Lavoro interviene in merito alla necessità o meno della sua autorizzazione preventiva ai sensi dell'articolo 4 della Legge Biagi, in caso di attività di crowdsourcing da parte di società che si occupino di gestione di siti internet. In primo luogo il Ministero ricorda che il crowdsourcing è un "modello di business aziendale in forza del quale un'impresa affida la progettazione, ovvero la realizzazione di un determinato bene immateriale ad un insieme indefinito di persone, tra le quali possono essere annoverati volontari, intenditori del settore e freelance, interessati ad offrire i propri servizi sul mercato globale (c.d. community di utenti iscritti ai siti a titolo gratuito)." Il Welfare poi continua affermando come "non sia necessaria l'autorizzazione preventiva di cui agli artt. 4 e 6, D.Lgs. n. 276/2003 per lo svolgimento dell'attività di crowdsourcing qualora quest'ultima promuova la stipulazione di contratti di natura commerciale tra i quali la compravendita e l'appalto." |
